Danneggiata la lapide in memoria dei fratelli-eroi fucilati dai nazisti

Balsorano, denuncia di Anpi Marsica e lettera al sindaco: Mario e Bruno Durante oltraggiati dai teppisti L’associazione pensionati riacquista il nuovo marmo, ma si aspetta la riparazione del Comune
BALSORANO. Mandata in frantumi a Balsorano la lapide in ricordo di Mario e Bruno Durante, i due fratelli i di Meta di Civitella Roveto trucidati dai nazisti alla fine del maggio 1944. La lapide presa di mira dai teppisti era stata apposta al monumento ai Caduti nella ricorrenza del settantesimo anniversario del sacrificio dei due fratelli. Sebbene l’esecrabile episodio di vandalismo sia avvenuto da qualche tempo, il Comune non ha ancora provveduto a sostituire la lapide gravemente danneggiata. Di fronte a tale incomprensibile ritardo, il presidente dell’Anpi della Marsica (Associazione nazionale partigiani d’Italia), Giovanni D’Amico, ha inviato una lettera alla sindaca Antonella Buffone, ricordandole che Balsorano è stata insignita, per l’eroismo dei due fratelli, della medaglia d’oro al valore civile e sollecitandola a «provvedere alla riposizione di una nuova identica lapide». D’Amico auspica anche che «ciò avvenga con una cerimonia pubblica dal valore educativo, con il coinvolgimento dei giovani e della scuola».
«Non riusciamo a capire», rileva l’imprenditore Francesco Tuzi, «i motivi di questo ritardo. Il Comune non deve affrontare alcuna spesa. L’associazione pensionati infatti ha già provveduto ad acquistare la nuova lapide. Che aspetta l’amministrazione a sostituirla con quella distrutta?».
Perché Mario e Bruno Durante, rispettivamente di 26 e 24 anni, furono trucidati? I nazisti avevano saputo che il fratello, Faustino, in quella tragica primavera del 1944, era in strettissimo contatto con i partigiani della Valle Roveto e del Frusinate. Non trovandolo, il primo maggio 1944, arrestarono, a Meta di Civitella, dove risiedevano, i suoi due fratelli, e, dopo averli portati a Tagliacozzo, sede del quartiere generale tedesco, li torturarono per circa un mese. Ma Mario e Bruno non rivelarono né il nascondiglio di Faustino, che diverrà poi un grande chirurgo, né i nomi dei suoi compagni. Furono così fucilati alla schiena e sepolti in una buca scavata da una bomba. I loro corpi non sono stati mai ritrovati.
Il 7 luglio 2013, per interessamento dell’associazione culturale “Il Liri”, presieduta dal generale Mauro Rai, e dell’Anpi, all’epoca presieduta da Antonio Rosini, l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, ha attribuito ai due fratelli la medaglia d’oro al merito civile. La cerimonia della consegna ha avuto due momenti: a Meta e a Balsorano, dove i fratelli Durante erano nati. L’anno dopo, a giugno, per commemorare la tragica fine dei due fratelli, oltre ad apporre al monumento ai Caduti la lapide ora distrutta dai vandali, gli alunni delle scuole di Balsorano e Civitella hanno messo in scena, nella sede dell’associazione pensionati, il dramma “Due lampi nella notte”, scritto da Graziano Di Rocco.
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