Danni a scuola, la colletta è un caso L’ira dei genitori: «Un’ingiustizia»

27 Settembre 2023

Le famiglie contestano la preside: «Non possiamo fare da scaricabarile, così non si educano i ragazzi» Gli insegnanti: «Decisione corretta ma l’avviso di pagamento andava evitato, serviva un confronto»

AVEZZANO. Due le cause che hanno scatenato l’ira dei genitori per la colletta avviata dal liceo scientifico Vitruvio Pollione per la riparazione di un portone danneggiato dagli studenti. Il principio, innanzitutto: «Non è giusto che a pagare siano tutti, piuttosto che i singoli responsabili. È un’ingiustizia». Poi c’è l’aspetto economico, seppur sull’avviso di pagamento recapitato alle famiglie sia riportata la cifra di un euro e tre centesimi: «Noi genitori spendiamo già tanto per mandare i nostri figli a scuola, tra libri, materiale didattico e mezzi di trasporto e non è giusto che per certe cose si faccia sempre da scaricabarile sui genitori», racconta la madre di uno dei ragazzi delle classi quarte e quinte coinvolte. Un’altra mamma osserva: «La punizione è “esemplare” soltanto per le famiglie, in questo modo i ragazzi continueranno a non prendersi mai delle responsabilità». I fatti risalgono allo scorso 11 settembre, al suono della prima campanella dell’anno: all’ingresso dell’edificio E (che ospita le quarte e le quinte) si scatena una ressa all’ingresso e, tra uno spintone e l’altro, il portone viene danneggiato. Secondo i tecnici intervenuti per le riparazioni il danno ammonta a 546 euro. La dirigente scolastica Tania Ulisse concede agli alunni tre giorni di tempo per fornire i nomi dei responsabili: scaduto il termine, applica alla lettera il regolamento scolastico. Vale a dire: chi sbaglia, paga. Ed ecco allora che alle famiglie dei 533 studenti coinvolti arriva un avviso di pagamento di 1,03 euro per la riparazione della porta d’ingresso alla palazzina E. Ma c’è anche la beffa: il pagamento di un euro e tre centesimi è possibile soltanto su PagoPa, la piattaforma ideata per i pagamenti verso la pubblica amministrazione. «Le commissioni possono arrivare fino a 2,50 euro, vale a dire più del doppio rispetto all’importo richiesto», fa notare il papà di una ragazza. I genitori hanno tempo fino al prossimo 20 dicembre per pagare. Come chiarito dall’istituto, non si è trattato di un’iniziativa della preside ma dell’applicazione del regolamento approvato dal consiglio d'istituto. Chi ha espresso invece solidarietà alla dirigente scolastica è il corpo docenti dello scientifico: «Sai tratta di un messaggio che ha una forte valenza educativa», spiega un insegnante, «e che vuole dare anche un senso di responsabilità ai ragazzi. La nostra è una scuola in cui c’è un grande senso di comunità». «Le critiche dei genitori? Magari poteva essere evitato l’avviso di pagamento su PagoPa e arrivare a una soluzione più condivisa con le famiglie, magari dopo un confronto. Stiamo parlando comunque di una cifra irrisoria. Non capisco le polemiche. Gli studenti», conclude, «si sono rivelati molto più maturi di alcuni genitori, mostrando un grande senso si solidarietà e responsabilità».
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