Danni alle colture, l’Europa taglia i rimborsi alle aziende
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Aziende agricole a rischio fallimento, dopo l’introduzione del regime del de minimis, sui risarcimenti dei danni da fauna selvatica. Il grido di allarme arriva dai coltivatori...
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Aziende agricole a rischio fallimento, dopo l’introduzione del regime del de minimis, sui risarcimenti dei danni da fauna selvatica. Il grido di allarme arriva dai coltivatori di Castelvecchio Subequo e della Valle Subequana. Aziende agricole le cui colture sono state pesantemente depredate da cinghiali, cervi e caprioli. Per loro la normativa europea, ora, prevede un massimo di 15mila euro di rimborsi divisi in tre anni. «Non possiamo più andare avanti», affermano gli agricoltori, Giovanni Calcagni, Daniele Salutari e Gianni D’Alessandro. «Le aziende, nel solo 2105, hanno subìto danni maggiori rispetto a quelli previsti dalla nuova normativa». In particolare, ammontano a oltre 180mila euro, per il solo 2015, le richieste di rimborso pervenute al Parco Sirente-Velino da tutte le aziende dell’area protetta. «Ricordiamo che la Provincia deve ancora rimborsarci le annualità pregresse, mentre il Parco, che è in regola per il passato, potrebbe per il 2015 pagare le aziende che, però, non hanno superato la soglia prevista dall’Europa. Così saremo costretti a chiudere le aziende con grave danno per l’intera area. Noi vogliamo essere messi in condizione di poter lavorare. Ben vengano le gabbie per la cattura e la riduzione dei cinghiali, ma è necessario rivedere la normativa sui rimborsi». (f.c.)
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