Danni da cerotto, chiede 300mila euro

17 Maggio 2015

Donna lo usa come anticoncezionale e subisce lesioni permanenti. Azione civile nei confronti della casa farmaceutica

AVEZZANO. Utilizza un cerotto anticoncezionale prescritto da un ginecologo e subisce gravi danni permanenti. Tramite un legale chiede ora un risarcimento di 300mila euro alla casa farmaceutica che produce e commercializza il farmaco.

Protagonista di questa triste vicenda è D.R., 28enne di Avezzano. La giovane, nell’aprile del 2009, si è rivolta a un ginecologo per farsi prescrivere un anticoncezionale. Il medico le ha prescritto un cerotto di una casa farmaceutica molto conosciuta. Si tratta di un farmaco molto diffuso negli Stati Uniti e nell’Europa dell’Est, ma che si è affermato fortemente anche nel mercato italiano. A distanza di alcuni mesi la giovane ha iniziato ad accusare dolore fino a quando si è sentita male ed è stata ricoverata con urgenza all’ospedale di Lanciano.

Qui le è stata diagnosticata una “trombosi completa della vena femorale sinistra”. Un grave e permanente danno alla salute causato proprio dal cerotto anticoncezionale applicato su una gamba qualche mese prima. La paziente dopo poco, a Lanciano, si è aggravata ed è stata trasferita all’Aurelia hospital di Roma, dove è rimasta ricoverata per circa due mesi. Una situazione che ha gettato tutta la sua famiglia nella disperazione.

A quel punto, infatti, i suoi cari hanno iniziato a temere per la sua vita. Nella nota clinica romana la 28enne è stata sottoposta a una serie di cure farmacologiche. Nonostante la tempestività dei medici, che da subito le hanno prestato la giusta assistenza sanitaria, l’avezzanese ha riportato però un grave e permanente danno alla salute, consistente in una “trombosi completa della vena iliaca esterna con residuo trombico esteso anche alla vena femorale”.

Per questo sarà costretta ad assumere quotidianamente per tutta la vita numerosi farmaci. La giovane ora si è rivolta ai legali Berardino e Callisto Terra affinché le venga riconosciuto il danno alla salute, così da poter anche essere risarcita.

«Nel foglietto illustrativo del farmaco», dicono gli avvocati Terra, «la nota casa farmaceutica non specifica con chiarezza i possibili rischi di danni alla salute per chi ricorre a questo cerotto». «D’altro canto», continuano, «negli anni scorsi si sono registrati anche casi di decessi provocati da questo stesso farmaco, usato dalle donne soprattutto negli Stati Uniti e nell’Est Europa». I legali hanno ora presentato una richiesta di risarcimento danni alla casa farmaceutica che produce e commercializza il cerotto anticoncezionale, stimato in una cifra di 300mila euro.

Magda Tirabassi

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