Danni Fucino, sindaci e Regione assenti

Solo tre Comuni (tra cui Avezzano) su nove rispondono alla convocazione urgente del presidente Di Berardino
AVEZZANO. Amministratori regionali di centrodestra e maggioranza dei sindaci del comprensorio fucense, disertano l’incontro promosso dal presidente del Consorzio di Bonifica, Gino Di Berardino, per affrontare le «emergenze allagamento del Fucino».
Giorgio Fedele, consigliere regionale del M5S, punta il dito accusatore verso l’assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente (Lega), i colleghi Simone Angelosante (Lega), Mario Quaglieri (Fd’I) e i primi cittadini che hanno «snobbato l’appuntamento mirato al confronto. A questo punto», attacca Fedele, «mi viene da pensare che un problema così concreto e grave per questa parte produttiva dell’Abruzzo non sia sentito dalla giunta regionale e dalla stragrande maggioranza dei rappresentanti dei comuni interessati».
All’appello del presidente del Consorzio, finito nel mirino di Confagricoltura, finora parte della maggioranza, erano presenti soltanto i rappresentanti dei Comuni di Avezzano, Luco dei Marsi e Ortucchio. «È stata una grande occasione persa da una parte delle istituzioni», affonda il consigliere grillino, «per dare risposte agli imprenditori agricoli che in due giorni hanno subìto enormi danni economici: non possono limitarsi all’urgenza, ma devono necessariamente guardare al futuro».
Le assenze dei regionali potrebbero essere il secondo atto della richiesta di dimissioni di Di Berardino reclamate dal presidente di Confagricoltura, Fabrizio Lobene, perché avrebbe agito in solitario. Accuse definite fantasiose dal consigliere di amministrazione Roberto Giovagnorio.
«La critica di Lobene a Di Beradino senza reali motivazioni», afferma, «appare inopportuna e strumentale. Vuole a tutti i costi il commissario? La logica mi induce a pensare che ne conosca già il nome. Forse ha paura di affrontare le nuove elezioni (24 novembre) decise dal consiglio dei delegati del Consorzio, dove governiamo insieme, a fine luglio? Comunque i delegati sono in carica e nella piena legittimità di deliberare democraticamente fino al rinnovo. Consiglio a Lobene, che usa in chiave politica il suo ruolo di presidente di un’organizzazione importante, di utilizzare il suo tempo in questioni utili: si unisca a quanti di noi si stanno adoperando per risolvere questioni che stanno a cuore al nostro territorio».
L’opzione commissariamento del Consorzio non piace alla Cia: «Siamo per il governo degli agricoltori», dichiara Donato Di Marco, direttore provinciale L’Aquila-Teramo, «e teniamo molto all’unità del mondo agricolo, per affrontare i tanti problemi del Fucino insieme alla capacità di accumulare l’acqua e a gestire bene le fasi di emergenza dovute ai cambiamenti climatici. I pochi partecipanti alla riunione non sono una buona risposta per il settore: serve unitarietà e trasparenza, per una sintesi che risolva i problemi degli agricoltori fucensi, altrimenti si fanno solo danni. La Cia sta collaborando con la Regione per andare incontro a tutti i danneggiati con l’obiettivo di far scattare il riconoscimento di stato di calamità».
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