De Angelis: da Di Pangrazio soltanto l’ennesima bufala

26 Gennaio 2018

AVEZZANO. Infuriano le polemiche sul caso “Città dello sport”. La vicenda, riguardante un presunto progetto per la realizzazione di un'area sportiva a Borgo Pineta, sta tenendo banco nel mondo...

AVEZZANO. Infuriano le polemiche sul caso “Città dello sport”. La vicenda, riguardante un presunto progetto per la realizzazione di un'area sportiva a Borgo Pineta, sta tenendo banco nel mondo politico cittadino. A sollevare il polverone è stato l'ex sindaco Gianni Di Pangrazio. «Avezzano viene ora pure spogliata di progetti, già definiti e per buona parte finanziati», hanno dichiarato dalla sua coalizione, «figli di una visione lungimirante e concreta per lo sviluppo del territorio, come la “Città dello Sport”, per il quale, nel gennaio 2017, il Credito sportivo aveva già indirizzato alle casse del Comune di Avezzano circa 1.350.000 euro».
«Una bufala architettata ad arte dal consigliere di minoranza Di Pangrazio che, dopo essere stato sonoramente bocciato dai cittadini, continua disperatamente a cercare qualche briciola di visibilità». Liquida così il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, l'accusa arrivata dall'ex primo cittadino secondo cui il progetto sarebbe naufragato per colpa dell'attuale maggioranza. «Si tratta», spiega De Angelis, «di un progetto che semplicemente non esiste, non ha alcuna base di fondamento e quindi non esiste neppure lo spostamento a Pescara. Se poi il riferimento è al mutuo contratto con il Credito Sportivo, lo scopo era legato ad alcuni interventi estemporanei, altro che cittadella dello sport. E a causa della loro inettitudine quel mutuo da tasso zero era diventato oneroso». Anche Emilio Cipollone, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, replica all’ex consigliere Gianfranco Gallese. «Se avessero assistito al consiglio in cui si è approvato il bilancio», puntualizza, «saprebbero che siamo stati costretti a rinunciare al mutuo di 1.250.000 euro, e non 1.350.000, perché a causa dell’inerzia della precedente amministrazione, tale mutuo non sarebbe più stato a tasso zero ma molto oneroso per l’amministrazione. Inoltre il progetto sarebbe stato solo parziale». (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.