De Angelis e l’anatra zoppa Presutti: nessun pericolo

15 Giugno 2017

Babbo (Partecipazione Popolare) può entrare in consiglio se vince Di Pangrazio Consensi, bugie e incarichi: nuovo scambio di accuse fra le due coalizioni

AVEZZANO. Resta aperto il dibattito sulla composizione del futuro consiglio comunale ad Avezzano in caso di vittoria di Gianni Di Pangrazio o dello sfidante Gabriele De Angelis. Ieri si è concluso il conteggio dei voti anche della sezione 21 del Noesis. In base alla ripartizione dei seggi, con il sindaco uscente potrebbe entrare Filomeno Babbo di Cantiere Popolare, forte delle 295 preferenze incassate domenica. Secondo la coalizione di Di Pangrazio, nell’ipotesi di vittoria dell’avversario De Angelis potrebbe verificarsi il caso della cosiddetta “anatra zoppa”. Le liste collegate a Di Pangrazio hanno ottenuti il 50% più 1 dei voti validi. Non così lo sfidante. De Angelis in caso di successo al ballottaggio potrebbe avere meno seggi.
Controversia che nelle ultime ore sta alimentando un acceso dibattito. «Non c’è alcun rischio di anatra zoppa», sostiene l’avvocato Crescenzo Presutti, candidato con Partecipazione Popolare (180 voti), «il premio di maggioranza scatterebbe lo stesso per garantire il principio di governabilità, come stabiliti dal Consiglio di Stato in una sentenza del 5 maggio 2017. Sentenza dirimente sul punto che ha riguardato il caso di San Benedetto del Tronto. Chi perderà si divertirà ad andare davanti ai tribunali».
Quest’ultimo è solo uno degli argomenti che stanno infiammando la seconda ondata di campagna elettorale in vista del ballottaggio di domenica 25 giugno. «I dati del risultato elettorale parlano chiaro, il secondo arrivato continua a mentire e a prendere in giro la città», sottolinea il sindaco uscente Di Pangrazio, «la città si è espressa e mi ha rinnovato la sua fiducia. Con il 45% dei consensi ho staccato di dieci punti il secondo. Tutti gli assessori candidati, nonché i consiglieri in carica sono stati premiati dagli elettori. Prima di vaneggiare di sfratti, qualcuno farebbe bene a pensare al foglio di via che i cittadini hanno firmato nei confronti dei suoi sponsor colonizzatori».
E neanche la coalizione di De Angelis risparmia critiche. «Amministrare una città per noi significa farla crescere e dare occasioni a chi la vive e non, come avvenuto in questi cinque anni, usare le risorse per beneficiare amici, parenti e sostenitori», sottolinea De Angelis, «il sindaco uscente non ha esitato a ingrossare il suo già esorbitante staff, dotandolo di un capo di gabinetto al quale è stata riconosciuta la qualifica dirigenziale per una spesa di ulteriori 100.000 euro l’anno. Mai, in precedenza, il capo di gabinetto aveva avuto una remunerazione così alta. Il tutto per un uomo del Pd, partito del fratello del sindaco, attuale presidente del consiglio regionale. E che dire degli incarichi legali per rappresentare il Comune, conferiti a un avvocato campano, come denunciato da Casciere, per altre decine di migliaia di euro di parcelle? E che dire dell’antenna, a Paterno, che doveva essere temporanea e che sta lì da un anno e mezzo a beneficio di privati e non del Comune che poteva incassare l’affitto se avesse il piano antenne? Ai cittadini non si raccontano bugie».
In serata la replica del gruppo Di Pangrazio: «Prima di divulgare cifre fantasiose la coalizione Insieme avrebbe dovuto documentarsi e avrebbe potuto farlo agevolmente nella sezione appositamente dedicata alla trasparenza dell’Ente, ma sappiamo che il suo candidato ha poca dimestichezza con la trasparenza. Diversamente, avrebbe appreso che il capo di gabinetto è un funzionario dipendente del Comune, e avrebbe potuto evitare figuracce. Forse la sberla elettorale presa lo ha mandato in totale confusione». (r.rs.)
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