De Angelis si tiene la delega alla Cultura

Il sindaco lavora alla squadra. E nel Pd Mazzetti attacca: scarsa attenzione dalla Regione e dai leader nazionali
L'AQUILA. C’è chi stringe i tempi per definire la composizione della sua giunta e chi apre la fase del processo dopo la sconfitta. Da un lato il neo-eletto sindaco Gabriele De Angelis muove le pedine per il nuovo esecutivo con una certezza: terrà per sè la delega alla Cultura. Per il resto pescherà all’interno della sua coalizione «dove ci sono personalità e competenze giuste per dare vita a una giunta di alta qualità».
Dall’altro il segretario provinciale del Pd, Mario Mazzetti, cerca di delineare un futuro del partito pur masticando amaro per una sconfitta dalle proporzioni inimmaginabili dopo il primo turno elettorale: «Queste elezioni hanno dato uno scossone al partito. Non siamo spaccati o distrutti, ma è certo che bisogna ritrovare una quadratura anche rispetto alle prossime battaglie, le regionali e le politiche. Si dovrà restare vigili, in considerazione anche della mancanza di attenzione sulla provincia dell'Aquila che, a volte, abbiamo rilevato da parte del Governo regionale».
Mazzetti non nasconde il momento di difficoltà dei Dem, battuti ad Avezzano e all'Aquila. In entrambe le occasioni, con la vittoria già in tasca al primo turno. Le tensioni interne restano. L'assemblea provinciale del Pd, che si è tenuta ieri nella sala riunioni dell'ex hotel dei Marsi, era già stata convocata dai vertici del partito prima di conoscere l'esito del voto. Ma adesso, a distanza di qualche giorno dalla sconfitta che ha messo in ginocchio il centrosinistra, aprendo squarci e lacerando alleanze, l'analisi del voto è una priorità assoluta. «Da qui dobbiamo ripartire per delineare gli indirizzi in vista delle elezioni degli organismi provinciali del Pd»« dichiara Mazzetti, «che si svolgeranno a settembre o, al più tardi, a primavera prossima. Dopo la sconfitta, dobbiamo dimostrare agli elettori la volontà di tenere unito il partito».
Mazzetti ha una sua idea di come sono andate le cose: «Ad Avezzano si è materializzato un rischio valutato già in prima battuta: la discesa in campo di un fronte compatto contrario all'attuale amministrazione, che ha reso vana la grande capacità progettuale del governo di centrosinistra. All'Aquila la sconfitta è stata ancora più pesante sul piano politico: è mancata la tenuta del consenso per l'incapacità di dare continuità al risultato ottenuto al primo turno».
Una debacle che il segretario provinciale del Pd imputa anche «alla mancanza di supporto dei leader nazionali, che non hanno fatto sentire la loro presenza nel momento finale del confronto. Credo che questo, aggiunto ad una campagna elettorale veemente da parte del centrodestra, ci abbia penalizzati».
Uno dei temi affrontati nel corso dell'assemblea del Pd, a cui hanno preso parte tutti i massimi dirigenti ed esponenti del partito, è stato il rapporto con la Regione «che in più occasioni», conclude Mazzetti, «ha dimostrato scarsa attenzione nei confronti della nostra provincia. Adesso più che mai si dovrà alzare il livello di guardia».
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