De Angelis: sul municipio occasione persa

L’ex sindaco dopo lo stop al contenzioso: la città assaggia i frutti avvelenati di chi ha sete di poltrone
AVEZZANO. Ex sindaco all’attacco sulla conciliazione sfumata per acquisire al patrimonio del Comune il nuovo municipio nel quartiere Pulcina e completarlo. Gabriele De Angelis “assolve” il commissario prefettizio, Mauro Passerotti che, tirato per la giacca dagli «stumentalizzatori seriali, non ha potuto approfondire la complessa e articolata vicenda», ma punta il dito accusatore contro il «fritto misto» dell’opposizione che ha decretato la fine dell’amministrazione facendo saltare l’operazione. «Mi sento in dovere, in primis, di esprimere la mia vicinanza al commissario Passerotti», afferma l’ex primo cittadino, «particolarmente gravato da questioni ritenute rilevanti dagli strumentalizzatori seriali, quali il taglio di due platani o il mercato degli ambulanti, il quale non ha potuto approfondire l’articolata vicenda legale-amministrativa del Contratto di quartiere II-nuovo municipio, lasciando spirare il termine ultimo del 31 luglio per la definizione transattiva della vertenza che vede opposti il Comune di Avezzano e l’Irim, la società costruttrice del complesso immobiliare alla Pulcina, per optare serenamente per la transazione piuttosto che per l'arbitrato in corso e ai costi connessi».
Per l’ex sindaco, quindi, la conciliazione mancata, è stata un’occasione persa.
«Voglio manifestare il mio personale rammarico per la soluzione sfumata», aggiunge De Angelis, «che avrebbe consentito di riacquisire al patrimonio della città il nuovo municipio con conseguente rilancio di tutta la zona nord della città, un punto programmatico della mia azione amministrativa». E qui arriva la stoccata finale agli avversari della prima e ultima ora che lo scorso giugno hanno decretato la fine della consiliatura con largo anticipo.
«La sete di poltrone e posizioni e l’irresponsabilità dei noti consiglieri che hanno decretato la fine della consiliatura», sottolinea De Angelis, «cominciano dunque, e purtroppo, a far vedere i suoi frutti avvelenati che la città sta cominciando ad assaggiare».
Per chiudere la partita che avrebbe messo la parola fine al lungo contenzioso amministrativo sul Contratto di quartiere II in stand by dal 2012, in seguito all’inchiesta della magistratura, l’Ente avrebbe dovuto aderire alla proposta di conciliazione che prevedeva l’acquisizione della struttura al patrimonio pubblico attraverso il pagamento dell’ultimo Sal rimasto sospeso (Stato avanzamento lavori): un milione e mezzo di euro con integrale compensazione delle spese di lite. Una proposta giudicata accettabile dagli uffici comunali e dall’avvocato Giorgio Sucapane, incaricato dall’ex giunta di individuare una soluzione sulla controversa vicenda.
Nulla di fatto, quindi, mentre i tempi per chiudere la complessa partita si allungano e l’incompiuta mostra i segni del tempo e dei vandali. (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

