De Magistris: i movimenti sono vincenti

30 Maggio 2017

Il sindaco di Napoli in appoggio alla Cimoroni: possiamo esportare all’Aquila il modello Napoli lontano dai partiti

L’AQUILA. La temperatura mite e l'ultimo sole del pomeriggio hanno reso l'attesa più gradevole. Un'ora circa: era previsto per le 18 di ieri, alla villa comunale, infatti, l'intervento del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ma un rallentamento in autostrada ha ritardato l'arrivo dell'atteso ospite a sostegno della Coalizione Sociale con Carla Cimoroni sindaca per L'Aquila. Ad accogliere De Magistris, che ha raggiunto il capoluogo quasi alle 19, una piazza non troppo piena, ma molto colorata di bandiere e striscioni. Il sindaco partenopeo, nonostante tutto, ha trovato il tempo di rispondere a qualche domanda prima di salire sul palco.
Perché oggi all'Aquila?
«Sono qui per sostenere una candidatura di innovazione, di alternativa, di cambiamento che possa mettere insieme esperienze dal basso».
Ha seguito le vicende aquilane del dopo terremoto?
«Certo. Si tratta di esperienze molto simili a quelle di Napoli: di liberazione di spazi abbandonati, di attivismo di comitati, associazioni e movimenti. La nostra esperienza vuole essere senza frontiere, non voglio insegnare nulla nessuno».
Quale è il suo rapporto col capoluogo abruzzese?
«Sono contento di essere tornato qui dopo alcuni anni. Ci tenevo perché sono sempre stato molto legato a questa città anche prima, quando facevo il parlamentare europeo. Ha una storia bellissima L'Aquila, un grande centro storico, la voglia di riscatto».
C'è un modello Napoli che può essere riproposto all'Aquila?
«Il modello Napoli è fatto di partecipazione popolare, passione, coraggio, rottura del sistema, rivoluzione, affidabilità di governo, onestà, difesa dei beni comuni, attuazione della costituzione. Napoli sta vivendo attraverso la cultura una stagione di grande riscatto nel momento economico e finanziario più difficile. Se a Napoli questo può essere realtà, può esserlo anche qui. Si può fare rimanendo lontano dal sistema, contro le commistioni tra affari politici e mafie. Il potere forte a Napoli è il popolo».
C'è sufficiente spazio per il civismo in questa città?
«Sto in contatto con diverse persone all'Aquila, vedo un'aria interessante, un protagonismo popolare che avanza, una città che ha bisogno del riscatto dopo l'isolamento che è venuto fuori dal dopo terremoto. Abbiamo creato un movimento che si chiama Dema, democrazia autonomia, con il simbolo dell'agorà. Vogliamo provare a realizzare giustizia, uguaglianza, solidarietà, attuare la costituzione e progressivamente liberare il paese da un sistema che è ancora profondamente intriso di corruzione e mafia».
Un pronostico per le prossime amministrative?
«Non abbiamo ansie da prestazione elettorali: poco alla volta libereremo il paese insieme a tante donne e tanti uomini, a tanti giovani, tanti comitati, associazioni e movimenti e con il popolo. Non mi interessano gli aggregati dei partiti, non sono contro i partiti, ma voglio costruire qualcosa di nuovo: un'alternativa popolare, sociale, culturale, politica ed economica».
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