De Nicola morto a 78 anni Per una vita in Comune

27 Dicembre 2016

È stato dirigente anche dei vigili urbani e per due mandati consigliere con Floris Il ricordo di Cipolloni: «Aiutava i deboli, ha dato il meglio di sé in politica»

AVEZZANO. È morto Franco De Nicola, dirigente comunale per un trentennio e figura di spicco dell’amministrazione pubblica negli ultimi quindici anni. Con lui se ne va un pezzo della politica di Avezzano. Aveva 78 anni ed è morto nella clinica Di Lorenzo, circondato dall’affetto dei suoi familiari, in particolare della moglie Silvana Cardarelli e dei figli Stefano, ex assessore, Enrico ed Emanuela. Il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio ha annunciato che nel corso del consiglio comunale di domani ci sarà una iniziativa per ricordare «un uomo che per tanti anni era stato seduto sui banchi dell’assise civica». De Nicola era una figura simbolo della politica cittadina, una persona decisa, preparata e precisa. Aveva un carattere autoritario, ma allo stesso tempo pronto a scendere a compromessi quando si trattava del bene della cosa pubblica. «Una persona coraggiosa e forte», ha affermato il sindaco Di Pangrazio, «soprattutto in questa ultima fase della sua vita. Era un uomo delle istituzioni e che prima in veste di amministratore e poi in quella di politico aveva si era sempre occupato della sua città». Orfano di padre, aveva iniziato a lavorare a 18 anni per aiutare la numerosa famiglia. Era stato prima dirigente della polizia municipale, poi dirigente dei servizi sociali e in altri settori. Infine il passaggio in politica. Per due mandati consecutivi è stato consigliere comunale, sotto l’amministrazione Antonio Floris. Con Floris è stato anche vicepresidente del consiglio comunale. Era entrato in politica con il gruppo Liberal di Berardino Franchi, prima di confluire nel Pdl. Ieri, nella chiesa di San Rocco, sono stati celebrati i funerali. «Con lui mi legava un rapporto di vera amicizia», ha affermato il consigliere Lino Cipolloni, «era una persona eccezionale che ha dato il meglio di se stesso in politica. Aiutava i più deboli. Per me è stato come un padre per me, mi ha dato tanti consigli utili e non potrò mai dimenticarlo. Ha combattuto per anni la malattia con tenacia fino all’ultimo giorno. Resterà nel mio cuore per sempre, come nel cuore di tante altre persone di questa città».

Struggente e profondo il ricordo della figlia Emanuela affidato a Facebook: «Sarà difficile accettarlo, non avere più il tuo contributo unico e insostituibile, non conoscere il tuo punto di vista sulle cose grandi e piccole della vita, non avere il tuo consiglio lucido e chiarificatore tutte le volte che ne avrò bisogno. Anche se in fondo saprò cosa fare grazie a quello che in tutti questi anni mi hai insegnato. Un grande papà non muore mai».

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