De Nino-Morandi, rientro in città per gli studenti

Dalla riunione al Comune il sì al trasferimento a settembre alla Capograssi I lavori per il recupero del vecchio edificio saranno divisi in due diversi lotti
SULMONA. Da settembre geometri e ragionieri torneranno a Sulmona ma non nella storica sede dell’Istituto tecnico commerciale De Nino-Morandi i cui lavori di messa in sicurezza sono stati divisi in due lotti per consentire l’avvio del cantiere con i fondi a disposizione.
Sono queste le due importanti decisioni scaturite dalla riunione della commissione ad hoc che si è tenuta ieri mattina nell’aula consiliare del Comune di Sulmona e che ha visto riuniti attorno a un tavolo Comune, Provincia, Provveditorato alle opere pubbliche, ditta appaltatrice, dirigenza scolastica e consiglio d’istituto.
«La riunione è stata importante perché dopo tanto tempo si è riparlato a livello istituzionale della vicenda», ha sottolineato Massimo Di Paolo, dirigente del Polo scientifico-tecnologico. «Importante perché è stata fatta chiarezza su alcuni punti della vicenda. Oggi finalmente c’è una pianificazione ben definita, verbalizzata. Quello che mi sento di dire è che l’istituto è pronto a trasferire i ragazzi, appena l’istituzione comunale e provinciale ci metteranno a disposizione una struttura con i tutti i requisiti per poter ospitare la scuola».
L’edificio individuato sarebbe quello della scuola media Capograssi, tuttora in ristrutturazione, così come ha confermato il consigliere provinciale Andrea Ramunno avanzando l’ipotesi che già dal prossimo mese di settembre i ragazzi del De Nino- Morandi possano rientrare a Sulmona.
Mentre per quanto riguarda il vecchio edificio scolastico per la cui ristrutturazione sono necessari 8 milioni e 600 mila euro, si è deciso di dividere i lavori in due lotti, avviando il cantiere nella parte non sottoposta a sequestro da parte della Procura. E questo perché in cassa ci sono circa quattro milioni di euro che dovrebbero bastare per portare a termine la prima tranche di lavori per i quali però non c’è ancora il progetto esecutivo che dovrebbe essere pronto entro tre mesi. Almeno questo è il pronostico fatto dal consigliere provinciale Andrea Ramunno, che si è detto soddisfatto per l’esito dell’incontro «che ci ha consentito di raggiungere due ottimi risultati».
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