De Nino-Morandi, slittano i tempi per l’affitto dei locali

10 Maggio 2019

Dovrà essere ricalcolato l’indice di vulnerabilità sismica dell’ex convento individuato come sede scolastica alternativa e di proprietà della Sant’Antonio srl

SULMONA. È tutto da rifare il calcolo degli indici di vulnerabilità sismica sul De Nino-Morandi. Nell’ultimo incontro che si è tenuto sull’impegno di far tornare l’Istituto per ragionieri e geometri in città per settembre è emersa la necessità di rivedere i parametri di sismicità. Sostanzialmente il calcolo dell’indice di vulnerabilità è stato fatto tenendo conto delle norme che disciplinano la sicurezza degli uffici (destinazione 2), mentre si rende necessario la verifica per la sicurezza delle scuole (destinazione 3), tenendo conto dei criteri più stringenti in materia di edilizia scolastica. Una procedura puramente tecnica che non dovrebbe regalare sorprese visto che l’indice di vulnerabilità complessivo dell’immobile raggiunge l’unità, ma che comunque imporrà altro tempo prima di arrivare alla firma del contratto di affitto tra Provincia e Sant’Antonio srl.
La proprietà dell’immobile da parte sua fa presente di aver adempiuto a tutte le richieste del bando di ricerca dell’immobile e la dirigenza scolastica dall’altro lato ricorda di dover assolvere agli obblighi di legge per accordare il trasferimento degli studenti. Da ottobre 2014 la scuola di via D’Andrea è chiusa per lavori post-sisma non a norma e da allora gli studenti sono nella sede dell’Iti di Pratola. Per questo, nei mesi scorsi la Provincia ha bandito una richiesta per trovare un immobile in città, a cui ha risposto la Sant’Antonio con l’ex convento di viale Mazzini. La struttura, che ospita al terzo piano i pazienti del Centro di salute mentale e di psichiatria infantile, dispone di altri 1.200 metri quadri da adibire a scuola. Il complesso di viale Mazzini è completamente ristrutturato con un ingresso autonomo, un ampio cortile esterno, completamente recintato, fruibile dagli alunni per la ricreazione e le pause e utilizzabile anche come parcheggio auto per i docenti e il personale di segreteria della scuola. Con una superficie di circa 1.200 metri quadri, distribuiti su 2 piani e una scalinata interna, gli studenti potranno così contare su un complesso scolastico importante con oltre 20 locali a disposizione cui aggiungere depositi e spazi comuni. Per l’insegnamento sono 13 le aule più quattro laboratori.
Intanto, la sede storica di via D’Andrea resta in abbandono dopo i sigilli della Finanza a ottobre 2014, col comitato di ex docenti e studenti che sollecita da tempo i lavori sulla struttura. O almeno sul piazzale esterno, lasciato in abbandono, con due grossi pini crollati e l’erba cresciuta sull’asfalto. Le irregolarità dell’inchiesta delle Fiamme gialle sui lavori non a norma dei pilastri sismici riguardano i corpi di fabbrica 1 e 3 del plesso scolastico, oggetto di lavori di messa in sicurezza e adeguamento sismico, dichiarati urgenti dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Sulla vecchia sede la Provincia ha avviato un accordo con il Provveditorato alle opere pubbliche che dovrà essere soggetto attuatore dei lavori. A cinque anni non si trova una soluzione né sulla sede storica, né su quella alternativa, con gli studenti del Tecnico per ragionieri e geometra che continuano a essere ospitati all’Iti di Pratola.
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