De Nino-Morandi, trasloco provvidenziale

3 Settembre 2016

Urbani (Finanza): struttura più debole dopo i lavori difformi. Di Paolo (preside): qualcuno si oppose

SULMONA. La scelta di portare gli studenti del “De Nino-Morandi” all’Iti di Pratola si è rivelata lungimirante e provvidenziale, alla luce dell’ultimo terremoto che ha colpito il Centro Italia e che ha visto il crollo di una parte della scuola di Amatrice di recente ristrutturata. Questa la convinzione che accomuna il preside del Polo scientifico Massimo Di Paolo e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Flavio Urbani, che si è occupato dell’inchiesta sull’edificio scolastico sulmonese sotto sequestro dall’ottobre del 2014. «Lo spostamento dell’istituto era malvisto da qualcuno, da coloro che pensavano non alla sicurezza, ma alla quantità di cappuccini e brioche che venivano venduti», dice il dirigente. «Oggi si deve dare atto che il ragionamento fatto dal consiglio d’istituto è stato di ampio respiro. Bene hanno fatto a chiudere l’ala che non è sottoposta a sequestro che allo stato attuale non garantirebbe nulla». Il preside coglie l’occasione per ribadire come la sicurezza delle scuole deve tornare a essere una priorità nelle scelte amministrative. Guardando al futuro dei corsi dei Ragionieri e Geometri che stanno per cominciare un altro anno scolastico nell’Iti di Pratola Peligna, Di Paolo lancia il ponte di collegamento tra gli istituti tecnici e l’Alberghiero di Roccaraso, da quest’anno sotto la sua reggenza. Rincara la dose Urbani. «La scuola non solo non era stata adeguata, ma i lavori difformi svolti, addirittura hanno indebolito ulteriormente la struttura», fa notare il comandante Urbani. «Il sequestro della scuola De Nino-Morandi diventa un fatto ancora più importante, visto quello che è successo ad Amatrice, dove una scuola poco sicura è venuta giù. L’edificio scolastico abruzzese è tuttora sotto sequestro, dopo che un flusso di denaro pubblico per lavori di consolidamento antisismico è stato utilizzato malamente». Nel 2012 l’edificio di via D’Andrea è stato oggetto di lavori di messa in sicurezza dichiarati urgenti e necessari dopo il sisma del 6 aprile 2009. Le indagini hanno rivelato che le opere erano state eseguite solo in parte o in maniera difforme da quanto previsto dal progetto. Nel procedimento risultano indagate sette persone per reati di falso e truffa ai danni dello Stato. La prossima udienza si terrà a febbraio 2017. (f.p.)

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