De Rosa: stop ai sigilli sui contatori, il virus impone il dietrofront

Luco dei Marsi, il sindaco critica il Cam e scrive al prefetto «L’acqua indispensabile in questa fase di grave emergenza»
LUCO DEI MARSI. Sigilli ai contatori dei morosi del Cam all’esame del prefetto e del commissario per l’emergenza coronavirus: infatti, il sindaco di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, chiama in causa le autorità di governo, affinché «verifichino la compatibilità» dell’operazione di chiusura dei rubinetti dell’acqua fatta partire dal Consorzio acquedottistico marsicano verso i 500 “debitori” di Luco dei Marsi, in questa fase di allarme che ha portato pure alla chiusura delle scuole.
«In piena emergenza per il coronavirus», afferma De Rosa, «con le scuole chiuse, così come sono inibite diverse attività, e con la permanenza obbligatoria e prolungata di bambini, giovani e anziani nelle abitazioni, il Consorzio che gestisce il servizio idrico integrato del comune di Luco dei Marsi e di altri 32 centri marsicani, sta eseguendo operazioni di distacco delle forniture dell’acqua potabile a oltre 500 famiglie del nostro paese. Senza entrare nel merito della procedura adottata dalla società, in considerazione dell’emergenza in corso, in qualità di autorità sanitaria locale, ho chiesto al prefetto dell’Aquila, al commissario per l’emergenza coronavirus e alle altre autorità competenti, di verificare la compatibilità di tali operazioni con la situazione emergenziale, senza precedenti, che stiamo affrontando. Queste operazioni potrebbero generare un ulteriore diffuso allarme tra tutta la popolazione, impossibilitata, come ovvio, a osservare anche le minime prescrizioni igieniche richieste».
Per De Rosa, che però concorda sulla necessità di pagare la fornitura, prima di puntare verso le famiglie con regolare contatore, la società di gestione – che naviga in cattive acque anche per l’enorme numero di allacci abusivi – dovrebbe stanare l’esercito degli scrocconi e sanare un’altra piaga: l’assenza di contatori in una marea di utenze dove, tra l’altro, il consumo è più alto della media.
«Fermo restando che i consumi vanno pagati e nessuno dice il contrario», chiosa il primo cittadino, «auspico che prima di mettere in certe condizioni tante famiglie munite di regolare contatore, magari finite in difficoltà anche per le tariffe applicate, un altro capitolo che ritengo dovrà essere affrontato a breve, si sia provveduto e si provveda a stanare il sommerso e a regolarizzare le utenze che pagano somme risibili a forfait».
Per il sindaco, quindi, il Cam dovrebbe cambiare l’ordine delle priorità per il recupero delle ingenti risorse che mancano all’appello, dando priorità alla lotta al sommerso (qui è in partenza una gara per il recupero di oltre 12 milioni di euro) e il superamento delle utenze a forfait: l’impressione, comunque, è che per evitare il baratro, il Cam, in concordato in continuità, deve fare cassa prelevando in tutte le possibili direzioni.
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