De Santis: «No alla stangata sui costruttori»

Il consigliere presenta un’interrogazione: basterà eliminare un avverbio presente sul regolamento
L’AQUILA. La stangata per i costruttori relativa al pagamento dell’occupazione di suolo pubblico potrebbe esser colpa di un avverbio. Ne è convinto Lelio De Santis, capogruppo in consiglio comunale di Cambiare insieme, che ieri ha presentato una specifica interrogazione «per risolvere il contenzioso sorto in questi giorni tra il Comune, settore equità fiscale, e le imprese appaltatrici di opere edilizie finanziate dallo Stato o dallo stesso Ente, che sono costrette a pagare somme rilevanti per l’occupazione del suolo pubblico. Il rischio, che vorrei scongiurare», ha dichiarato De Santis, «è che le ditte siano costrette a rivalersi nei confronti dei cittadini aquilani, proprietari delle abitazioni in via di ricostruzione. L’ equivoco, a mio parere, nasce dal nuovo regolamento comunale, che disciplina la materia ed il canone patrimoniale, ex Cosap, approvato dal consiglio comunale con la delibera numero 64 del 4 marzo scorso e che all’articolo 61 regola le esenzioni del canone».
«Infatti» ha aggiunto il capogruppo comunale, «il comma 1 dell’articolo 61 del nuovo regolamento recita che sono esenti le occupazioni effettuate direttamente dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune dell’Aquila, da consorzi e da enti religiosi. Ma questi soggetti giuridici solitamente non realizzano direttamente, con proprie maestranze e propri mezzi meccanici, le opere pubbliche, ma procedono con appalti pubblici o con affidamenti diretti. Quindi, sono le ditte appaltatrici ad eseguire i lavori e a richiedere l' autorizzazione ad occupare il suolo pubblico. Il dirigente, l’ ufficio tributario e l’assessore al ramo potrebbero interpretare correttamente lo spirito della norma, per evitare questo scontro, anche allo scopo di non ritardare la ricostruzione in città. Basterebbe, come chiedo con l’interrogazione urgente, modificare il regolamento, all’articolo 61, eliminando l’avverbio “direttamente”. Spesso, il buon senso e una corretta interpretazione delle norme possono evitare danni alla collettività e possono fare di un amministratore un buon amministratore comunale». Sin qui De Santis.
Intanto sono già diverse le ditte che hanno annunciato ricorsi contro le cartelle da capogiro inviate nelle ultime settimane dal Comune.
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