De Santis: troppi ritardi per via XX Settembre

L’AQUILA. «Sul Masterplan di via XX Settembre continuano a esserci ritardi ingiustificabili da parte dell’amministrazione».A dirlo è il consigliere comunale di opposizione Lelio De Santis (Cambiare...
L’AQUILA. «Sul Masterplan di via XX Settembre continuano a esserci ritardi ingiustificabili da parte dell’amministrazione».
A dirlo è il consigliere comunale di opposizione Lelio De Santis (Cambiare Insieme-Italia dei Valori), che torna a pungolare la giunta per non avere ancora approvato la delibera che potrebbe sbloccare l’impasse. Il progetto in questione è quello per la riqualificazione urbana ed edilizia dell’area compresa tra via XX Settembre, il quartiere Banca d’Italia e la zona Belvedere, una superficie di 9 mila metri quadrati sulla quale, prima del terremoto, insistevano quattro edifici, due di proprietà privata, uno di proprietà Ater e uno appartenente all'Anas.
Oltre all’abbattimento e alla ricostruzione dei due condomìni privati, il progetto prevedeva anche la realizzazione di una piazza di circa 3 mila metri quadrati, con tanto di portici, uffici e locali commerciali. Semplificando, secondo l'accordo di programma firmato da Comune e Provincia con cui, nel 2015, è stato approvato il Masterplan, le palazzine dovevano essere edificate con i soldi della ricostruzione (5,6 milioni di euro) mentre i costi di realizzazione della piazza dovevano essere sostenuti dall’impresa appaltatrice, che in cambio avrebbe ricevuto appartamenti della sostituzione edilizia e 500 metri quadrati di locali a uso commerciale. L'accordo stabiliva anche che i quattro soggetti attuatori – i privati, Ater e Anas – avrebbero dovuto cedere il terreno per la piazza a titolo gratuito, in cambio di premi di cubatura. Dalla firma dell’intesa, però, è successo di tutto: alcuni condòmini si sono messi di traverso, Anas e Ater si sono tirate indietro e il Consorzio di imprese che avrebbe dovuto fare i lavori si è visto ritirare l’incarico per non aver presentato la fideiussione bancaria richiesta. Dopo mille vicissitudini, il comune, tramite il sindaco Pierluigi Biondi prima e l’assessore Emanuele Imprudente poi, aveva proposto, per sbrogliare la matassa, di pagare di tasca propria (Comune) i costi per la piazza (650 mila euro), giustificando l’intervento come «opera di interesse pubblico». Per fare questo, avrebbe dovuto prima cambiare, con una delibera, la convenzione alla base dell’accordo di programma. L’atto, però, non è ancora stato approvato ed è proprio questo che denuncia De Santis: «Sono passati mesi e siamo ancora a caro amico», accusa il consigliere Idv, «i residenti sono esasperati. Questo è un caso emblematico di come tanti progetti ambiziosi di riqualificazione urbana, rischiano di essere vanificati per lentezza burocratica e inefficienza amministrativa. L’amministrazione deve battere un colpo».
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