Decesso in ospedale, cancellata l’assoluzione

L’imprenditore Serafini morì sotto i ferri nel 2009, due chirurghi finirono sotto processo. Ora la vicenda avrà una coda civile
AVEZZANO. Morto in ospedale dopo l’intervento chirurgico: la Corte di Cassazione annulla la sentenza con cui la Corte di Appello di Campobasso aveva assolto con la formula dubitativa (art. 530, comma 2, del codice di procedura penale, Loreto Scipioni e Luigi Tibaldi per il reato di omicidio colposo. Si tratta dei due chirurghi che nel marzo 2009 operarono l’imprenditore Eolo Serafini nell’ospedale di Avezzano e, secondo la denuncia proposta dai familiari, ne causarono il decesso per aver provocato una lesione dell’intestino durante l’intervento di colecistectomia per via laparoscopica e per non aver provveduto a convertire l’intervento in laparotomia. Contro la sentenza di assoluzione, cui i giudici pervennero non considerando valide le argomentazioni del perito, il dottor Vincenzo Vecchione, nominato dalla stessa Corte di Appello il quale aveva individuato più profili di colpa nell’operato dei chirurghi, hanno fatto ricorso alla Suprema Corte di Cassazione sia il Procuratore generale di Campobasso, sia le parti civili (l’avvocato Vincenzo Colaiacovo del Foro di Sulmona per la dottoressa Bianca Maria Serafini e l’avvocato Arturo Messere per la dottoressa Maria Cristina Serafini).
Giovedì scorso i giudici di legittimità hanno annullato l’assoluzione sia sotto il profilo penale (anche se per il lungo lasso di tempo trascorso è intanto maturata la prescrizione), sia sotto il profilo civile, disponendo che la causa prosegua davanti alla Corte d’Appello.
La Procura generale della Cassazione, nella discussione, ha fatto rilevare come sia «macroscopica la carenza di motivazione», laddove i giudici di Campobasso hanno accertato il nesso tra l’operato dei chirurghi e il decesso di Eolo Serafini (secondo quanto indicato dal perito), ma hanno escluso la colpa.
Parallelamente al giudizio penale, il Tribunale civile di Avezzano con una sentenza del marzo scorso ha condannato il chirurgo Loreto Scipioni, all’epoca primario del reparto di chirurgia dell’ospedale di Avezzano, e l’Azienda sanitaria locale a risarcire i danni causati agli altri familiari del Serafini (difesi ancora dall’avvocato Vincenzo Colaiacovo e dall’avvocato Guido Ponziani).
In sostanza, è stata ravvisata in pieno la colpa dei chirurghi, che hanno proposto appello insieme alla Asl e alle imprese di assicurazione. Il decesso di Eolo Serafini risale a otto anni fa e suscitò scalpore per la notorietà dell’imprenditore, molto conosciuto nella Marsica.(red.aq.)
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