Decreto sisma, i rilievi di Mattarella

Il capo dello Stato interviene dopo la conversione del provvedimento che riguarda anche L’Aquila
L’AQUILA. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato martedì scorso la legge di conversione del decreto terremoto, che contiene anche un prolungamento fino a fine anno dei termini per la presentazione della documentazione, da parte delle imprese aquilane, sulle agevolazioni ricevute dopo il sisma 2009.
Mattarella ha fatto, tuttavia, rilevare delle criticità, messe nero su bianco, in una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Signor presidente», scrive Mattarella, «i contenuti della legge di conversione del decreto legge 29 maggio 2018, numero 55 sono notevolmente ampliati rispetto a quelli originari del decreto legge, composto da un solo articolo volto a prorogare e sospendere i termini per gli adempimenti tributari e contributivi. All’interno della legge trovano sede numerose altre disposizioni che disciplinano in chiave emergenziale, tra l’altro, i contributi e i finanziamenti per gli interventi di ricostruzione e recupero degli immobili, il ripristino dell’agibilità degli edifici, la riduzione degli oneri burocratici e amministrativi. Non posso fare a meno di segnalare», prosegue il capo dello Stato, «taluni aspetti di criticità dell’articolo 07 che sostituisce integralmente quello relativo a interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016. La nuova previsione, in tema di “Interventi eseguiti per immediate esigenze abitative”, al comma 2 stabilisce l’inapplicabilità delle sanzioni penali di cui all’articolo 181 del codice dei beni culturali e del paesaggio , limitatamente al periodo di emergenza. Infine, il comma 3 prevede che “le ordinanze di demolizione e le misure di sequestro preventivo, emanate fino alla data di entrata in vigore della disposizione, per i lavori e le opere che rispettino le condizioni di cui al comma 1, sono inefficaci”».
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