Del Boccio: «Approdo nella Lega, ma sarò al fianco di Di Pangrazio»

10 Ottobre 2023

Il consigliere comunale e lo stato maggiore del partito ufficializzano la candidatura alla Regione Parte del centrodestra in Comune è all’opposizione: nessun equilibrio turbato per l’ex aspirante sindaco

AVEZZANO. Antonio Del Boccio annuncia ufficialmente la candidatura alle prossime Regionali – correrà per l’uscente Marco Marsilio – e dice a chiare note di far parte della maggioranza «al fianco del sindaco Gianni Di Pangrazio». Sono arrivati i big abruzzesi del Carroccio, ad Avezzano, per il battesimo del consigliere comunale, ex candidato a sindaco (civico) e rivale di Di Pangrazio alle ultime Comunali, prima di siglare l’alleanza. Del Boccio ha aderito al partito di Salvini e correrà alle elezioni del marzo prossimo nella lista della Lega. In consiglio comunale, però, non cambierà posto, come sollecitato dal consigliere comunale Tiziano Genovesi, ex leghista, recentemente approdato in FI.
LE POLEMICHE
La decisione di Del Boccio di tesserarsi con la Lega ha fatto scoppiare una diatriba tutta interna a Palazzo di città. Proprio Genovesi, infatti, ha provocatoriamente chiesto lumi al sindaco Gianni Di Pangrazio sull’indirizzo politico dell’amministrazione e quindi ha sollecitato la sfiducia dell’assessore alla Sicurezza, Cinzia Basilico, espressione di Del Boccio. «Genovesi è un bravo ragazzo», commenta Del Boccio, «non è cattivo, ma deve crescere. Sono convinto che con il passar del tempo capirà molte cose. L’assessore Basilico sta lì e resta dove sta. Resterò in maggioranza, dove ci sono persone vicine, o tesserate, con Fratelli d’Italia, con Italia Viva e con altri partiti. C’è un po’ di tutto, insomma». Il neo leghista ha tenuto a precisare che «la coalizione Di Pangrazio è nata sul civismo, si è trattato di un momento storico in cui il civismo aveva un peso importante. Ma quando si parla di scenari superiori, come appunto le Regionali, non ci è vietato esprimere la nostra adesione a un partito, o un dialogo con i partiti».
«SCELTA LIBERA»
Ma Di Pangrazio che cosa ha detto a Del Boccio? Visto che ufficialmente ci sono parti di Fratelli d’Italia e di Forza Italia all’opposizione? «Va precisato che il centrodestra è unito, dall’Udc a Fratelli d’Italia, passando per Forza Italia, e unito si presenterà alle Regionali», continua il consigliere comunale, «non ci sono problemi e quindi alcune polemiche sono sterili. A mio avviso ci sono più problemi da parte di chi li solleva. A me personalmente piace più occuparmi di cose del territorio: della linea ferroviaria che ha problemi, della sanità che non va, delle autostrade con i disagi e molto altro ancora». E, ancora: «Il sindaco è in linea con me, è costantemente aggiornato su quanto accade ed è concorde con il mio percorso. Lui lascia libertà di scelta ai consiglierei per quanto riguarda l’aspetto politico».
LA PRESENTAZIONE
Ieri pomeriggio il sottosegretario di Stato e segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo, il vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, il deputato della Lega, Alberto Bagnai, e la segretaria provinciale della Lega, Eliana Morgante, hanno presentato ad Avezzano la candidatura di Del Boccio. Per Imprudente il consigliere avezzanese è «amministratore di lunga esperienza e grande qualità». Soddisfatto il sottosegretario D’Eramo per il quale «Avezzano e la Marsica, per la primavera del prossimo anno, potrebbero avere con Del Boccio una diretta rappresentanza nel consiglio regionale. E si tratterebbe di un valore aggiunto, non tanto per la Lega, ma per una città come quella di Avezzano che non può non essere rappresentata all’Emiciclo». Sulle posizioni espresse nei giorni scorsi su Del Boccio, D’Eramo chiarisce: «Ho sentito qualche battutina che sinceramente lascia il tempo che trova, anche perché quel tipo di politica è vecchia ed è destinata a perdere. A chi mi chiede se interloquiamo o parliamo con il sindaco di Avezzano rispondo di sì, perché chi è sordo alle richieste di un sindaco, di qualsiasi parte politica e di qualsiasi città, non può fare il consigliere regionale, l’assessore regionale o il deputato. Sulle istituzioni non si può giocare».
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