Del Corvo assolto dalla Corte dei Conti

2 Giugno 2021

L’ex presidente della Provincia era finito sotto accusa per l’assunzione di un professionista esterno

AVEZZANO. Assolto dalla Corte dei Conti dall’accusa di aver assunto un professionista esterno procurando un danno economico all’Ente. La sentenza è riferita all’ex presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. La Procura regionale lo aveva messo sotto accusa chiedendone la condanna al pagamento, a favore della Provincia, della somma di 30mila euro.
Tutto era nato da un esposto relativo all’espletamento, da parte dell’amministrazione provinciale, di un concorso per dirigente tecnico, dal quale sarebbe derivato un inutile aggravio di spesa a carico dell’Ente. C’erano infatti già vari dirigenti con la stessa professionalità richiesta. I fatti risalgono al 10 aprile 2014 quando Del Corvo, aveva stabilito di procedere a una selezione esterna per l’incarico dirigenziale di direzione del Settore edilizia e programmazione, vacante a seguito del pensionamento del titolare. Tale decisione si basava, tra l’altro, sul fatto che il presidente aveva dichiarato che i dirigenti tecnici presenti erano indisponibili ad assumere l’incarico.
Del Corvo era stato rinviato a giudizio anche dal gup del tribunale dell’Aquila con l’accusa di aver attestato falsamente la non disponibilità a ricoprire l’incarico da parte degli altri dirigenti presenti in Provincia. Era stato però poi assolto nel 2019 «perché il fatto non sussiste». Quindi le problematiche sollevate da Del Corvo riguardo agli uffici del settore edilizia si erano rivelate concrete. La procura della Corte dei Conti però riteneva che Del Corvo era da considerare ugualmente responsabile, per colpa grave, a causa di una presunta superficiale verifica circa la disponibilità soggettiva a ricoprire l’incarico degli altri tecnici già in organico. Questo avrebbe indotto la giunta ad affidare l’incarico a un esterno, in assenza di una verifica attenta della «disponibilità oggettiva» di questi dipendenti. Del Corvo aveva però ribadito che già nel processo penale era stato accertato che i dirigenti tecnici in servizio non erano proprio interessati all’incarico che avrebbero comunque rifiutato. La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per l’Abruzzo, a quel punto ha dovuto respingere la richiesta di condanna proposta dalla Procura regionale e liquidare alla difesa l’importo di 2.500 euro per le spese legali. (p.g.)
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