Del Corvo: paghiamo il bus agli studenti

20 Ottobre 2014

Il presidente della Provincia: una relazione diceva che l’edificio era a norma, rivedere il sistema degli appalti

SULMONA. La Provincia o la Regione si faranno carico delle spese di trasporto degli studenti da Sulmona a Pratola. Lo assicura il presidente Antonio Del Corvo alle famiglie. Il sequestro dell’edificio che ospita i 320 ragazzi dell’Istituto tecnico commerciale “De Nino” e del Geometri “Morandi” ha innescato molte polemiche. Oggi all’Aquila, nella sede della prefettura, è in programma un incontro per definire il trasloco all’Itis di Pratola.

«Lo spostamento a Pratola resta l’unica alternativa possibile» precisa Del Corvo «domani alle 10 (oggi per chi legge, ndr) parteciperò all’incontro in prefettura insieme al sindaco Ranalli. All’Itis di Pratola, edificio ristrutturato appena un paio di anni fa, c’è un intero piano disponibile. Perché non far restare i ragazzi a Sulmona? In città la Provincia non ha sedi libere e il Comune non ci ha prospettato alternative. Qualora il sindaco indicherà soluzioni diverse le valuteremo. L’Arpa ci ha fatto un preventivo delle spese di trasporto. Costi che saranno a carico della Regione o della Provincia. Le famiglie non sborseranno un euro».

Il presidente della Provincia affronta anche il tema dell’inchiesta che ha portato al sequestro di due blocchi dell’edificio dove erano in corso ristrutturazioni. Secondo la Procura le opere realizzate sarebbero state eseguite solo in parte o in maniera difforme. Sette persone sono indagate per reati che vanno dal falso alla truffa ai danni dello Stato. Si tratta di Valter Specchio, ex direttore generale della Provincia, Emidio Pacella, Domenico Palumbo, attuale assessore ai Lavori pubblici, Antonio De Lellis, Simplicio Torrelli, Valentina Di Cosimo e Domenico Cifani. I lavori eseguiti, evidenzia la Procura, hanno determinato «pregiudizi statici alle strutture».

Tanto da ritenere opportuno la chiusura di tutta la scuola e quindi anche dell’ala che ospitava i 320 studenti.

Del Corvo respinge le accuse nei confronti della Provincia. «Non è vero che sapevamo della fragilità delle scuole» afferma il presidente «la ditta che stava eseguendo i lavori nell’ala senza studenti era stata cacciata due anni fa perché ci eravamo accorti di anomalie. Il cantiere era fermo. Ditta che ci ha presentato un decreto ingiuntivo chiedendo un risarcimento di 10 milioni. E non facciamo passare per eroe l’imprenditore di Vasto. Perché si è presentato da noi dopo due anni dall’avvio dei lavori. Lui, subappaltatore, sapeva fin dall’inizio dell’esistenza di irregolarità. Si è ribellato quando non ha avuto la sua parte. La perizia della Procura dice che tutto l’edificio va abbandonato subito. Noi ne avevamo un’altra, fatta dalla ReLuis che stabiliva che l’edificio andava messo a norma. Adesso, per prima cosa, va rimesso a punto il progetto nell'ala che ospitava i ragazzi, poi interverremo sul resto». Del Corvo polemizza anche sul sistema degli appalti. «Un sistema sbagliato» conclude «e lo sarà fin quando le gare si faranno sulla carta. Le valutazioni andrebbero fatte sulle persone e non sulle società, che troppe volte nascono e muoiono nell’arco di poco. Andrebbe fatta una lista nera degli imprenditori disonesti, perché le società falliscono, cambiano i nomi, ma le persone sono sempre le stesse. I disonesti non debbono neanche più entrare in un cantiere e questo deve valere anche per i subappaltatori».

Bacchettate anche al Comune. «Sulmona è fra i Comuni che non hanno eseguito le verifiche sismiche nelle scuole» conclude Del Corvo «e anche questa storia deve finire».

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