Del Re: «Capitale della cultura, tutti uniti»
L’AQUILA. «Le istituzioni politiche, economiche e culturali della città, ma anche della provincia e della regione intera si mobilitino attorno alla proposta dell’Aquila Capitale italiana della...
L’AQUILA. «Le istituzioni politiche, economiche e culturali della città, ma anche della provincia e della regione intera si mobilitino attorno alla proposta dell’Aquila Capitale italiana della cultura 2022. Serve fare squadra con l’Abruzzo intero, perché si potrebbero creare le condizioni per un’opportunità irripetibile, con vantaggi di cui beneficerebbero tutti». Lo afferma il direttore provinciale della Cna, Agostino Del Re, che propone di «dar vita, sin da ora, a un vasto schieramento a sostegno della proposta. Uno schieramento che vada oltre i limiti spesso angusti rappresentati dalle differenze di schieramento politico, di rappresentanza di interessi, e pure di confini geografici: in modo da presentare questa come la proposta di una intera regione unita e coesa».
«Non c’è dubbio», prosegue Del Re, «che l’assegnazione all’Aquila di questo prestigioso riconoscimento rappresenterebbe una chance straordinaria per l’intero territorio abruzzese, e non solo per la nostra città. I benefìci, infatti, riguarderebbero le più diverse attività produttive, con riflessi positivi legati ad artigianato, commercio, turismo, ristorazione; ma anche i luoghi di arte e cultura di tutto l’Abruzzo. La regione intera, dunque, diverrebbe un grande giacimento di occasioni e opportunità: un po’ come avvenuto in occasioni precedenti per altri territori».
Di qui l’appello di Del Re a «fare squadra attorno all’obiettivo, coinvolgendo istituzioni locali – Regione in testa – oltre alle università, le forze sociali, gli organismi e le personalità culturali abruzzesi. Per la nostra città, poi, l’obiettivo del 2022, data in cui si spera che tutta Italia possa essere fuori dall’emergenza sanitaria insieme agli altri Paesi, può essere davvero il definitivo trampolino di rilancio dopo il sisma, una vetrina straordinaria. Non va perduta, ma le premesse vanno gettate qui e ora».

