Del Re (Cna): in soli due anni registrate 659 cancellazioni

2 Marzo 2015

L’AQUILA. «La grande economia, rappresentata dalle piccole imprese, è ridotta ormai sul lastrico. È questa la conseguenza di una catastrofe annunciata, di una situazione in cui la catena della crisi...

L’AQUILA. «La grande economia, rappresentata dalle piccole imprese, è ridotta ormai sul lastrico. È questa la conseguenza di una catastrofe annunciata, di una situazione in cui la catena della crisi economica-finanziaria colpisce i grandi gruppi provocando, però, conseguenze disastrose anche alle aziende dell’indotto».

A parlare è il direttore provinciale della Cna, Agostino Del Re, che si riferisce in particolare alle piccole aziende che operano nel settore dell’artigianato.

«Un settore», spiega del Re, «in cui il 96 per cento delle imprese ha meno di dieci dipendenti. È evidente che la crisi dei grandi gruppi comporti riflessi irreparabili, di quasi azzeramento di un’economia che non potrà attuare alcuna forma o manovra per ristabilire un equilibrio economico. Ciò, ancor più, impone una riflessione su quanto di anomalo sta accadendo in questo che dovrebbe essere il cantiere più grande d’Europa. Una realtà, la ricostruzione post sisma, che avrebbe dovuto rendere fertile il terreno su cui coltivare l’intera economia di un territorio ridotto in frantumi».

Ma per il direttore della Cna, il dato ancora più allarmante sulla crisi dell’artigianato, è quello relativo al settore delle costruzioni. «Tra il 2013 e il 2014», afferma Del Re, «ci sono state 659 cancellazioni, con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un dato che, se aggiunto a quello relativo alle altre aziende che non riescono a stare a galla, testimonia in modo eloquente la tragedia che questo territorio sta vivendo.Dati allarmanti che, però, se analizzati in tutti i loro aspetti possono aiutare ad evitare il ripetersi di errori spesso riconducibili alla difesa di inutili personalismi».

Secondo il direttore della Confederazione degli artigiani, «è necessario puntare, quindi, su percorsi che siano in grado di dare certezze e riuscire a costruire una rete di rapporti basati su principi di consapevolezza. C’è bisogno di acquisire continuità, nei criteri valutativi, condizione questa necessaria per la corretta determinazione dei risultati».

«Ma tutto», per Del Re, «deve ruotare intorno a un equilibrio economico-finanziario, che si realizza solo attraverso l’erogazione, in tempi certi e rapidi, dei fondi per la ricostruzione. Certezza che finora non c’è stata. Soluzioni immediate devono essere poste sui tavoli istituzionali nel confronto con gli operatori economici e del settore che non possono certo aspettare l’attuazione di una legge, a sei anni di distanza dal terremoto, che rischia di allungare l’agonia di una realtà già in ginocchio».

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