Delitto D’Amico, fissato l’Appello

La prima udienza il 14 dicembre: Paolucci condannato in Corte d’Assise a 15 anni
L’AQUILA. È stata fissata al 14 dicembre prossimo alle 10 la prima udienza del processo, davanti alla Corte d’Assise d’Appello, che vedrà imputato Gianmarco Paolucci, il 28enne condannato in Corte d’Assise (primo grado) nel novembre 2022 (dopo più di un anno di udienze a scadenze mensili che dovettero fare i conti anche con l’emergenza Covid) con l’accusa di aver ucciso a fine novembre 2019 Paolo D’Amico, 55 anni dipendente dell’Asm. Paolucci è stato condannato a 15 anni di reclusione che sta scontando nel carcere di Rieti.
Nel corso del processo di primo grado a “inchiodare” Paolucci è stata la prova del Dna. Tracce di sudore riconducibili al giovane furono trovate sui pantaloni della vittima all’altezza delle caviglie. Sarebbero state lasciate dal ragazzo mentre, dopo aver ucciso (secondo l’accusa) D’Amico, lo stava trascinando nel magazzino garage della casa dell’operaio in via Colle Toma, non lontano da San Gregorio ma in territorio del comune di Barisciano. Per il resto a carico del giovane ci sono alcuni indizi (il movente è poco chiaro) che però, senza la prova del Dna, difficilmente avrebbero portato a una condanna.
Bisognerà vedere se in Appello sarà ridiscussa la prova del Dna. È certo per ora che la battaglia tra accusa e difesa sarà soprattutto sulle attenuanti. La Procura contesta la sentenza di un anno fa perché non avrebbe riconosciuto la crudeltà e i futili motivi, cosa che ha consentito all’imputato di “accedere” al rito abbreviato (che era stato chiesto dal suo legale Mauro Ceci prima dell’avvio del processo) che prevede lo sconto di pena di un terzo. I legali del giovane probabilmente punteranno in sede di Appello a far riconoscere anche le attenuanti generiche.
Le parti civili (la madre e il fratello di Paolo D’Amico) saranno rappresentate dagli avvocati Antonio e Francesco Valentini. Per quanto riguarda invece Gianmarco Paolucci, l’avvocato Mauro Ceci sarà affiancato per il nuovo processo dall’avvocato Alessandra Di Tommaso, e non più dall’avvocato Licia Sardo del Foro di Milano. L’autopsia stabilì che l’uomo sarebbe stato ucciso con 22 colpi sferrati con un oggetto da falegname. L’ora del decesso fu collocata tra la notte del 21 novembre 2019 e la tarda sera del 23. (g.p.)
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