Delitto di Barisciano, nominato il perito

Tra due mesi i riscontri sui telefonini del giovane macellaio in carcere con l’accusa di omicidio
L’AQUILA. Serviranno due mesi per analizzare telefoni cellulari e computer di Gianmarco Paolucci.
È il termine fissato per la perizia sui supporti informatici in possesso del macellaio di 25 anni arrestato per l’omicidio di Paolo D’Amico. La scadenza è stata indicata ieri, contestualmente alla nomina di Davide Ortolano come consulente tecnico della Procura.
A lui spetterà il compito di esaminare le apparecchiature da cui potrebbero emergere dati e informazioni utili a fare ulteriore chiarezza sul delitto del 22 novembre 2019. Il perito concentrerà la propria attenzione, in particolare, sui due telefoni dell’accusato: quello che utilizzava al momento dell’arresto, dieci giorni fa, ma anche quello che, secondo gli investigatori, Paolucci aveva «dismesso» nel tentativo di disperdere tracce scomode.
Il Galaxi S7, usato dall’arrestato nel periodo dei fatti contestati, è stato trovato nella sua abitazione durante la perquisizione successiva all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del giovane. Questa circostanza, secondo Mauro Ceci, avvocato difensore del 25enne, smentisce la tesi accusatoria secondo cui Paolucci si era disfatto del telefono a Natale del 2019, dopo essere stato sentito dai carabinieri impegnati nelle indagini sull’omicidio. Altra circostanza sottolineata dal legale è che il suo assistito abbia immediatamente fornito agli investigatori i codici di sblocco di entrambi i telefoni, agevolando dunque l’esame del loro contenuto. Al vaglio del consulente tecnico passerà anche il computer trovato nell’abitazione dove Paolucci risiede con la fidanzata.
La difesa, comunque, designerà un proprio perito per affiancare ulteriori valutazioni a quelle che saranno elaborate dall’esperto nominato dalla Procura. Il movente del delitto, secondo l’accusa, va ricercato nei rapporti tra l’arrestato e D’Amico, 55enne operaio dell’Asm, per presunti acquisti di droga. Nel garage della vittima sono stati ritrovati nove chili di marijuana che sarebbero stati destinati allo spaccio. Gli accertamenti su telefoni cellulari e computer, insomma, dovrebbero fornire ulteriori elementi sugli effettivi contatti tra Paolucci e D’Amico che, nella sua casa di Barisciano, aveva anche 2.500 euro ritenuti dagli investigatori frutto della vendita della sostanza stupefacente.
In attesa dei riscontri tecnici, Ceci entro domani presenterà al tribunale del riesame l’istanza di scarcerazione del suo assistito. L’avvocato chiederà la cancellazione o in subordine l’attenuazione della misura cautelare inflitta al macellaio, che tra l’altro è incensurato. Subito dopo l’interrogatorio di garanzia il legale aveva presentato una prima richiesta di scarcerazione al gip Guendalina Buccella, che aveva firmato l’ordinanza di arresto, ma senza ottenere i domiciliari per il giovane. (g.d.m.)
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