Delitto di Tagliacozzo, 16 anni a Catalano

17 Novembre 2018

Confermata in Cassazione la condanna per l’ex buttafuori. L’avvocato di Callegari: «Giustizia è fatta»

TAGLIACOZZO. Condanna a 16 anni di reclusione confermata per Pietro Catalano, il 50enne ex buttafuori accusato dell’omicidio a colpi di pistola di Marco Callegari. Lo ha deciso la prima sezione della Corte di Cassazione che ha ribadito la pena inflitta in primo e in secondo grado. È quindi l’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria scaturita dall’omicidio avvenuto il 10 settembre del 2015 in località Piccola Svizzera di Tagliacozzo. I giudici della prima sezione hanno lasciato invariata la condanna dei primi due gradi di giudizio nei quali la tesi difensiva dei legali del cinquantenne, fondata sulla legittima difesa, era sempre stata respinta. «Giustizia è fatta», ha dichiarato l’avvocato della parte civile, Antonio Milo, «resta il rammarico perché poteva essere irrogata in primo grado una pena più alta e più adeguata al gravissimo episodio. Restiamo convinti che si sia trattato di un omicidio premeditato». Catalano ha invece sempre dichiarato di aver sparato per legittima difesa. Con il rito abbreviato, Catalano aveva ottenuto in primo grado lo sconto di un terzo della pena. Secondo la ricostruzione del delitto, tra Catalano e Callegari c’era stata una disputa culminata nell’incontro lungo la strada in località Piccola Svizzera, a Tagliacozzo. Qui c’è stata la colluttazione e l’esplosione, da parte di Catalano, dei colpi di pistola, uno dei quali ha colpito e ucciso Callegari. È ancora in corso l'iter processuale con l’accusa di rissa a carico di Alexandru Parvulescu, 37 anni, il romeno amico di Catalano finito in prognosi riservata a causa delle martellate alla testa sferrategli da Callegari, e per gli altri coimputati Alessandro Bogdan Musetescu (28), Ioan Bogdan Stoica (28), Ionut Ichim Rosu (31), Ion Hergheleigiu (34), tutti romeni, e Stefano Lucidi (42), quest’ultimo di Roma, amico della vittima. (p.g.)
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