Depuratore e crisi idrica per i campi
AVEZZANO. Si riaccendono i riflettori sul nuovo depuratore di Avezzano. La Confagricoltura L’Aquila ha chiesto al Consorzio acquedottistico marsicano un incontro urgente per capire come poter...
AVEZZANO. Si riaccendono i riflettori sul nuovo depuratore di Avezzano. La Confagricoltura L’Aquila ha chiesto al Consorzio acquedottistico marsicano un incontro urgente per capire come poter intervenire per evitare che le aziende del Fucino restino senza acqua. «Occorre intervenire rapidamente applicando gli accordi tra il consorzio di Bonifica e il consorzio per il nucleo industriale per evitare che 3mila ettari di terreni del Fucino situati all’interno delle strade 3, 5, e parte di strada 10 rimangano senza acque di irrigazione», ha spiegato Claudio Scipioni, presidente dei giovani agricoltori di Confagricoltura L’Aquila, «con la messa in funzione del nuovo depuratore di Avezzano tutte le acque vengono convogliate verso fosso 2 che, dopo un breve tragitto, finiscono direttamente all’Incile».
Secondo quanto spiegato dall’associazione di categoria il dirottamento delle acque verso il nuovo depuratore impedisce, di conseguenza, di alimentare fosso 3 dal quale gli agricoltori prelevavano le acque per irrigare i terreni situati all’interno di un vasto comprensorio dove operano un centinaio di aziende agricole. L’attuale canale, inoltre, si è dimostrato insufficiente ad accogliere tutte le acque di pioggia provenienti dalla città di Avezzano tanto che nel mese di dicembre si sono verificati degli allagamenti nei terreni limitrofi. Al tavolo, fissato per giovedì prenderanno parte i vertici dell’associazione di categoria, i responsabili del Consorzio, il commissario dell’Arap consorzio nucleo industriale e il consorzio di Bonifica. «Il consorzio per il nucleo industriale si era impegnato a predisporre una condotta di ritorno verso il fosso 3», ha concluso Scipioni, «abbiamo chiesto agli enti interessati un incontro perché non possiamo programmare le coltivazioni. In assenza di certezza non potremmo seminare gli ortaggi e dobbiamo ripiegare verso colture più povere con gravi danni per le nostre aziende e per l’occupazione».
Sulla vicenda è intervenuto anche Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila il quale ha auspicato «un dialogo costruttivo immediato».
Eleonora Berardinetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

