Depuratore, sotto inchiesta Di Benedetto

Indagati anche l’ex presidente della Gsa (oggi consigliere regionale), tecnici dell’azienda e alcuni funzionari regionali
L’AQUILA. Si è allargata l’inchiesta per inquinamento colposo per il cattivo funzionamento del depuratore di Scoppito poi sequestrato dopo analisi delle acque. Questo in seguito alle operazioni peritali che hanno avuto come presupposto la individuazione di altre persone. In un primo tempo sono stati indagati il sindaco del paese, Marco Giusti, il presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi, l’ex dirigente tecnico Aurelio Melaragni, ora in pensione, Stefano Pacitti, suo successore e responsabile del servizio idrico, e Alfonso Corneli, presidente della Coop 85 che opera nel settore ambientale e che si è occupata del depuratore di Scoppito. In un successivo momento, inoltre, sono stati iscritti nel registro degli indagati l’ex presidente della Gsa, Americo Di Benedetto, consigliere regionale e comunale, l’ingegnere Alessandra Marono, responsabile del servizio depurativo della Gsa, Mario Di Gregorio, funzionario comunale trasferito momentaneamente alla Gran Sasso Acqua, ingegnere, e poi sono indagati dirigenti e funzionari regionali che si occupano a vario titolo di servizi idrici integrati, ovvero Sandrina Masciola, Domenico Longhi, Giancarlo Misantoni, Sabrina Di Giuseppe. Si tratta di avvisi di garanzia tecnici in funzione della perizia per la quale c’è stato un sopralluogo. Lo scopo finale è quello di accertare, in modo definitivo se c’è inquinamento e di quale entità. Tra gli accertamenti da fare anche se dalla costruzione dell’impianto siano state fatte opere di ampliamento delle fogne.
Il collegio difensivo: Fabio Alessandroni,Francesco Camerini, Ascenzo Lucantonio, Paolo Buttari, Antonio e Francesco Valentini, Massimo Manieri, Roberto Madama, Stefano Rossi, Rodolfo Ludovici. Il pm è Fabio Picuti. Le indagini sono affidate al Nipaf e il perito è Luca Cifelli.
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