Deserta l’asta delle tele di Marcello Mariani

Le opere rappresentano Inferno, Purgatorio e Paradiso. Appello per evitare che vadano all’estero
L’AQUILA. È andata deserta l’asta per l’acquisto delle tre opere, di straordinarie dimensioni, realizzate negli anni Novanta dal maestro Marcello Mariani: l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Con un avviso pubblico del Tribunale dell’Aquila, le opere sono state messe in vendita con una base d’asta di 190mila euro l’una. Il trittico, del valore di quasi 600mila euro, tuttavia, sembra non aver suscitato interesse. Caduti nel vuoto anche gli appelli agli enti e alle istituzioni locali, affinché evitassero lo “scippo” delle opere di uno degli artisti più noti del territorio. Il primo a chiedere una concreta manifestazione d’interesse per evitare che acquirenti stranieri potessero impossessarsi delle tele era stato il figlio stesso dell’artista, Daniele Mariani. «Negli ultimi mesi sto trattando con grandi musei internazionali, il massimo della cultura italiana ed europea per l’arte contemporanea», aveva confessato al Centro. «Stanno monitorando, studiando l’arte di mio padre per possibili future acquisizioni, che penso siano molto vicine. C’è una grande attenzione». Poi anche il consigliere regionale Dem Pierpaolo Pietrucci ha voluto lanciare un appello al presidente della Regione Marco Marsilio e al sindaco, Pierluigi Biondi. Parole che sono rimaste inascoltate. La speranza adesso è che le opere possano diventare maggiormente “appetibili” a seguito di un ribasso della base d’asta. D’altra parte le tre grandi tele hanno un rapporto strettissimo con la città: furono commissionate nei primi anni ’90 al maestro che le portò a termine nel 1995 come scenografia delle tre cantiche dantesche, in scena al teatro Sant’Agostino, su testi rielaborati da Giuseppe Bevilacqua per conto dell’Accademia nazionale di arte drammatica Silvio D’Amico. Le opere sono state inaugurate in una delle cavallerizze del museo nazionale d’Abruzzo, allora al castello cinquecentesco. Il trittico fu esposto nella mostra di Mariani “I colori del sacro” nella chiesa di San Domenico nel 2006. Le scenografie furono fotografate da Gianni Berengo Gardin. Realizzati a tecnica mista e collage, ciascuna opera misura quasi 9 metri di base per 3 metri di altezza. La gara, che si è svolta martedì, prevedeva un aumento minimo di 2.500 euro.
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