Detenuta all’Aquila «legata all’Isis»

30 Ottobre 2019

Così la Cassazione respinge l’affidamento ai servizi sociali

L’AQUILA. Ha provato a chiedere di uscire dal carcere e di essere affidata ai servizi sociali Marianna Sergio, sorella di Maria Giulia “Fatima”, la prima foreign fighter italiana che andò in Siria nel 2014, e anche lei condannata per terrorismo internazionale dopo essere stata arrestata nel luglio 2015 a Inzago (Milano), assieme al padre Sergio e alla madre, entrambi poi deceduti.
Prima il Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila, dove la donna è detenuta, e poi la Cassazione hanno dichiarato «inammissibile» prima la richiesta e in seguito il ricorso sulla bocciatura.
Per la Suprema Corte, infatti, la difesa non è riuscita a contrastare le motivazioni della Sorveglianza che evidenziano la «assenza di elementi significativi di un effettivo distacco dalla organizzazione terroristica» a cui aveva aderito, ossia l’Isis. Tra l’altro, come si legge nella sentenza, la donna in carcere ha tenuto un «atteggiamento polemico e rivendicativo verso gli operatori» e non ha mai «manifestato alcuna revisione critica della condotta criminosa».