Detenuto con la coop, esposto in Procura

4 Novembre 2017

La Casini si rivolge ai magistrati: vicenda regolare, s’indaghi su chi ha provocato un ingiustificato allarme

SULMONA. Il sindaco di Sulmona ha presentato un esposto in Procura in cui chiede che siano accertati i fatti che avrebbero spinto alcune persone ad accusare l’amministrazione comunale di essere vicina alla mafia. Una vera e propria gogna mediatica cui sarebbe stata esposta il sindaco Annamaria Casini, accusata di essersi seduta al tavolo delle trattative con i sindacati e con un detenuto condannato per reati di mafia come rappresentante di una cooperativa sociale che si è aggiudicata nel settembre scorso il servizio di guardiania. Ora il sindaco parte al contrattacco e chiede il conto a chi ha diffuso sia sui social, sia attraverso alcuni organi di informazione notizie che avrebbero provocato un ingiustificato allarme sociale in città. Ad annunciare l’offensiva giudiziaria è stato lo stesso sindaco ieri mattina, in consiglio comunale, rispondendo a un’interpellanza di Forza Italia. «Sono stati usato un tono e delle parole denigratorie e offensive, non solo verso l’amministrazione comunale, ma anche nei confronti della città facendo collegamenti assolutamente fuori luogo con l’organizzazione criminale mafiosa. Qualcosa di veramente vergognoso».
Il sindaco ha poi spiegato di essersi rivolta sia al magistrato di sorveglianza, sia all’ufficio esecuzioni penali direttamente dipendente dal ministero di Giustizia che l’hanno rassicurata sulla totale legittimità del caso.
«Da entrambi gli uffici ho avuto ampie rassicurazioni sulla regolarità di tutta la vicenda», ha sottolineato il sindaco, «d'altronde anche la legge che disciplina i casi di reinserimento lavorativo dei detenuti tutela la riservatezza sul conto di soggetti che sono in percorso di reinserimento e quindi non avevo possibilità nemmeno di conoscere l'identità di questa persona, mentre l'ufficio esecuzioni penali ha espresso solidarietà al sindaco per essere stata esposta alla gogna mediatica e per il collegamento assolutamente fuori luogo fatto tra il Comune di Sulmona e il termine mafia. Si è trattato quindi di un attacco infondato e pretestuoso, per questo ho deciso di rivolgermi al procuratore Giuseppe Bellelli, affinché verifichi eventuali violazioni di legge». Ma i chiarimenti del sindaco non sono stati sufficienti a convincere la consigliera di minoranza di Forza Italia, Elisabetta Bianchi, che ha continuato a lanciare accuse verso il sindaco fino a costringerla ad abbandonare l'aula. La parola adesso passa alla Procura. (c.l.)
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