Di Benedetto e Bellelli: «Così salviamo il tribunale»

Il presidente e il procuratore inviano la proposta-progetto alla Regione «Alle strutture più piccole telelavoro e ruolo di sperimentazione e ricerca»
SULMONA. Un collegamento funzionale dei quattro tribunali minori in un’unica area giudiziaria, in cui mantenere la propria autonomia ma con attività coordinate, in modo da centrare i parametri di risparmio ed efficienza perseguiti dalla riforma giudiziaria.
Il presidente del tribunale di Sulmona Giorgio Di Benedetto e il procuratore della Repubblica Giuseppe Bellelli, lanciano una proposta-progetto di salvaguardia non solo di Palazzo Capograssi, ma di tutti i quattro cosiddetti presidi minori (con Lanciano, Vasto e Avezzano) condannati alla chiusura da settembre 2020. L’idea è contenuta in una lunga lettera di 22 pagine inviata ieri ai presidenti della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, e del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, all’assessore regionale alle Aree interne Andrea Gerosolimo e ai consigli degli Ordini forensi dei quattro tribunali.
Di Benedetto e Bellelli propongono un unico modello organizzativo sulla gestione di ferie e malattie dell’organico. «Con tale soluzione, realizzabile a costo zero», spiegano, «senza lo spostamento di alcun impiegato o fascicolo, gli unici occasionali spostamenti riguarderebbero i magistrati e non gli utenti, né gli avvocati o i professionisti». Dunque, il salvataggio di tutti i quattro tribunali e la messa in sicurezza della Corte d’appello sarebbe una proposta realistica? «La soluzione non sarebbe quella di conservare i quattro presìdi nella loro attuale condizione di unità distinte», aggiungono, «ma quella di stabilire collegamenti sulle singole specificità e funzioni nei loro territori. Le moderne tecnologie e le nuove opportunità del telelavoro sarebbero di aiuto a questa organizzazione, più efficiente e meno costosa».
Secondo il procuratore e il primo giudice di Palazzo Capograssi, emblematico in tal senso è il caso del tribunale di Sulmona, che con le sue carenze di organico al 36%, superiori alla riduzione di personale avviata dalla riforma giudiziaria, è al primo posto nel Centro Sud e al quinto in Italia nella classifica dell’efficienza del ministero della Giustizia. «Le tecnologie nei piccoli presidi consentono risparmi superiori a quelli previsti con gli accorpamenti, con un modello organizzativo replicabile, conferendo ai tribunali più piccoli il nuovo ruolo di laboratori di sperimentazione e ricerca». Da qui il collegamento al Progetto Capograssi per lo sviluppo telematico dei procedimenti che vede il Palazzo di giustizia leader del settore e quello alla casa di reclusione, per la digitalizzazione dei fascicoli da parte di un gruppo selezionato di detenuti da recuperare. «È una proposta estremamente ambiziosa le cui possibilità di riuscita sono proporzionali al grado di unità con cui l’intera Regione saprà sostenerla», concludono Di Benedetto e Belleli.
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