Di Benedetto: ho votato contro il bilancio

12 Gennaio 2020

L’esponente del Passo Possibile replica agli attacchi di una parte del centrosinistra in Comune

L’AQUILA. «Abbiamo partecipato al consiglio comunale del 23 dicembre votando contro il bilancio proposto dalla “minoranza”, inteso che il bilancio, atto fondamentale che detta l’indirizzo politico di chi governa, non è stato approvato da tutte le forze di maggioranza, con la situazione paradossale che chi è in giunta lo ha approvato, ma in consiglio no. Con l’approvazione senza una fetta portante della maggioranza, si è certificato che ci sono situazioni di tenuta quantomeno claudicanti. La mancanza del numero legale non lo avrebbe portato allo scoperto. Questa è la nostra posizione, che può essere non condivisa, ma dev’essere rispettata».
Il consigliere comunale del Passo Possibile (ed esponente di “Legnini presidente” in consiglio regionale) Americo Di Benedetto, si difende dagli attacchi delle forze del centrosinistra e replica a Pd, Articolo 1, L’Aquila sicurezza e lavoro e Idv. Il Passo possibile, avrebbe consentito, con la sua decisione di restare in aula, l’approvazione del bilancio di previsione 2020-2022, avvenuta con 16 voti a favore e 7 contrari e senza l’apporto dei consiglieri della Lega, portando alle estreme conseguenze la crisi della maggioranza. Occorre «un approfondimento di verità» nel centrosinistra, dice Di Benedetto. Sassolini da togliere dalle scarpe l’ex sindaco di Acciano, ex presidente della Gsa e candidato sindaco alle ultime amministrative, ne ha parecchi e se li porta dietro dall’estate 2017, quando al secondo turno elettorale venne sconfitto da Pierluigi Biondi. A “quegli altri” di centrosinistra dice: «Mi avete emarginato con atteggiamento da sinistra fascista aggressiva, sino alla mia fuoriuscita dal Pd». Adesso, in buona sostanza, ognuno vada per la sua strada. Strade, però, che esigono rispetto da entrambe le parti: «Se c’è qualcuno a cui il Passo Possibile deve rispondere è la città, e lo stiamo facendo», incalza Di Benedetto. «A ognuno la propria agibilità politica», aggiunge, «come prevede un sano confronto democratico che si avvale di scelte diverse. E proprio perché io sono differente, mi sono dovuto misurare con le primarie. Ma non è una colpa: è la democrazia». Di certo la sua, sottolinea, «non sarà mai una strada di destra» e rivendica il peso politico suo e del Passo Possibile, frutto di «un lungo percorso politico durante il quale non ho mai avuto regali da nessuno. Basta al livore, alla cattiveria, agli insulti», conclude», di fronte ai quali Di Benedetto imbraccia le sue armi migliori: «L’astrazione e l’indifferenza».
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