Di Cola s’appella al vescovo Verrecchia scrive alle religiose
AVEZZANO. C’è incredulità ad Avezzano per la scelta delle suore Apostole del Sacro Cuore di chiudere lo storico istituto dove intere generazioni di bambini si sono formati. «Questa scuola è un...
AVEZZANO. C’è incredulità ad Avezzano per la scelta delle suore Apostole del Sacro Cuore di chiudere lo storico istituto dove intere generazioni di bambini si sono formati. «Questa scuola è un pilastro per la nostra città», commenta Bruno Di Cola, ex membro Udc ed ex arbitro di calcio, «in un momento così delicato credo che le suore invece di pensare ai bilanci dovrebbero pensare ai bambini. I più piccoli sono stati un po’ dimenticati durante l’emergenza coronavirus e ora dovranno subire anche il dramma di non poter rientrare nella loro scuola. Non dimentichiamo che il Sacro Cuore è l’unico istituto che avrebbe tutti gli spazi necessari per il distanziamento richiesto dallo Stato. Faccio appello al vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, alla Regione, al Comune e alla politica affinché venga salvata la scuola». Pronto a dialogare con l’ordine delle Apostole del Sacro Cuore, Massimo Verrecchia, capo segreteria del presidente della Regione. «Sono stato informato da genitori e insegnanti», spiega Verrecchia, «non è possibile, non solo perché rappresenta un’istituzione storica della nostra città da circa 100 anni, ma soprattutto per l’incidenza che può avere questa scelta sulla questione degli spazi scolastici distanziati. Ci batteremo affinché ciò non avvenga. Scriverò alle religiose». Per Roberto Laurenzi, commissario della Lega di Avezzano, «il Sacro Cuore è icona e storia della nostra città e del nostro territorio che potrebbe essere una delle tante vittime di scelte governative scellerate e confuse. In un momento di emergenza sanitaria come quello in atto la chiusura comporterebbe un numero consistente di studenti che si riverserebbero sul sistema pubblico territoriale». (e.b.)
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