Di Cosimo si sfoga: «Usata dalla politica»

22 Giugno 2019

L’ex assessore a ruota libera ripercorre le tappe del suo defenestramento dalla giunta ad opera del sindaco Biondi

L’AQUILA. Un assessore alla cultura che non poteva muovere «nemmeno un bicchiere d’acqua se non autorizzata dalla segretaria del sindaco, Alessia Di Giovacchino», la persona che «si sarebbe dovuta occupare di ricostruzione per effetto di una convenzione tra Comune e Abruzzo Engineering, e che invece era il perno di un assessorato-ombra dentro al Gabinetto del sindaco». Un assessorato spogliato, depauperato, isolato politicamente per due anni, dal luglio 2017 al febbraio 2019. È un fiume in piena l’ex assessore alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, che alla fine ha scelto, per la sua conferenza stampa, il Centro per il volontariato dopo che si è vista negare la sala Rivera di Palazzo Fibbioni. Tante persone arrivate ad ascoltare la sua “verità”, rimbalzata con le dirette web e pagine Facebook, di cui già mezz’ora dopo la città parlava e dibatteva. Una ricostruzione dei fatti destinata a far discutere di qui a lunedì, giorno in cui alle 16,30 – sempre al Centro servizi per il volontariato – Di Cosimo racconterà la seconda parte della sua storia, quella del suo defenestramento. «Ho raccontato soltanto la punta dell’iceberg della mia vicenda, parlo ai cittadini che non sanno chi è il sindaco Biondi», ha detto Di Cosimo congedandosi alle 21,45, «stanca ed emozionata». Il fiume in piena comincia alle 18,30. Blusa bianca sui pantaloni rossi e tacchi alti, Di Cosimo stringe con una mano il microfono, con l’altra una cartellina, si lascia andare alla commozione quando ripercorre i problemi di salute «scaturiti dal forte stress». Di Cosimo attacca su tutto: sul «sistema-Biondi», sulla «incapacità del primo cittadino di amministrare una città da ricostruire», sulla gestione «personalistica» della macchina amministrativa, sul disfacimento di Forza Italia in consiglio comunale «per la debolezza dell’ex vicesindaco». Getta sguardi ai familiari: in platea il padre, alle sue spalle il fratello, addetto alla gestione del materiale via via enunciato: screenshot soprattutto di chat Whatsapp tra lei, il sindaco e la sua segretaria. E poi video d’interviste e articoli. Di Cosimo ribadisce l’integrità della sua carriera professionale, ascesa e crollo di «una donna forte solo del suo amore per la città». Un crollo che ha una data precisa: il 12 febbraio 2019, dopo due anni di tira e molla, di dimissioni da lei volute e mai accettate dal sindaco, sconsigliate dal suo vice, «perché una crisi politica non gli avrebbe permesso la vittoria alla Regione». Ribadisce di aver dato il massimo, per organizzare eventi di successo, dalla Perdonanza al Carnevale, dalle “Luci d’artista” agli spettacoli. «Sono stata presa di mira dal primo giorno in cui sono stata nominata assessore, un isolamento del quale il mio partito è stato complice, o anche velatamente debole per l’amicizia tra sindaco ed ex vice», dice raccontando «i ritardi di Biondi sulla formalizzazione del Comitato Perdonanza, sul viaggio a Matera e il ricevimento al Maxxi di Roma».
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