Di Croce: «La Regione stanzi più risorse»

5 Novembre 2021

Festa di compleanno della Riserva del Genzana, il direttore chiede una diversa ripartizione dei fondi

PETTORANO SUL GIZIO. La festa per i 25 anni della riserva del Monte Genzana-Alto Gizio si è chiusa con un bilancio positivo e l’appello alla Regione a non tagliare i fondi a queste importanti realtà. Tre giorni di festa hanno accompagnato il compleanno speciale dell'area protetta che è già pronta a guardare al futuro. «Tante volte abbiamo chiesto, in diverse sedi, e in diverse occasioni, di rivedere i criteri di ripartizione dei fondi regionali, anche sulla base di evidenze scientifiche che attestano quali debbano essere i criteri da tenere in considerazione per assegnare i fondi alle riserve», ha spiegato Antonio Di Croce, direttore della Riserva «adesso noi chiederemo di nuovo alla Regione un momento di riflessione intanto sui fondi da destinare a questo ambito. La Regione ogni anno stanzia un fondo che serve a finanziare tutto il sistema delle riserve regionali», ha continuato Di Croce, «una quota che viene spalmata tra 27 riserve e un parco regionale. Un milione e 400 mila euro che è comunque insufficiente perché siamo talmente tanti che avremmo bisogno di maggiori risorse, e quindi il tetto in questo senso sarebbe da rivedere. I criteri di assegnazione dei fondi sono fermi al 2007, dunque non sono più attuali».
Sulla tre giorni di festa Di Croce ha affermato che non poteva andare meglio vista la grossa partecipazione che c’è stata. Quindi la questione della sorveglianza dell’area. «Da tempo stiamo lavorando con l’assessore del Comune di Pettorano, Simona Schiappa, per l’istituzione il servizio di sorveglianza con un corpo di ispettori comunali ambientali che siano dedicati alla sorveglianza del territorio, perche’ ci manca», ha detto Di Croce. «È un vulnus per noi non avere una sorveglianza attiva oltre a quella attuata dalle forze dell’ordine. A noi serve avere una struttura che faccia un lavoro diverso sul territorio: avere delle sentinelle comunque codificate, istituzionalizzate e formate per girare sul territorio e avere questa funzione di sorveglianti del territorio. In questi anni la Riserva ha fatto un salto di qualità enorme e lavora alla pari con altre aree protette di livello maggiore, perché di calibro nazionale, come nel caso della collaborazione con il Parco della Maiella e il Parco Nazionale d’Abruzzo». (e.b.)
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