Di Domenico: «Troppe colpe sulla nuova strage di orsi»

VILLAVALLELONGA. Otto anni passati invano. L’Atc (Ambito di caccia) di Avezzano punta l’indice contro la governance del Parco nazionale d’Abruzzo per non aver tratto lezione dagli annegamenti dei 2...
VILLAVALLELONGA. Otto anni passati invano. L’Atc (Ambito di caccia) di Avezzano punta l’indice contro la governance del Parco nazionale d’Abruzzo per non aver tratto lezione dagli annegamenti dei 2 orsi nel 2010, nella stessa vasca dove pochi giorni fa sono morti altri 3 plantigradi. «Bastava immergervi due scalini con gabbioni di sassi», attacca il presidente Giacomo Di Domenico, «e trasportarli lassù con l’elicottero. Nessuno lo ha fatto. Si sono limitati a chiedere al proprietario una recinzione, caduta nel tempo, che gli orsi assetati avrebbero potuto superare facilmente. Ma la cosa grave è pensare ai milioni spesi in inutili ricerche, trappole di cattura, Dna, radio-collari, satelliti, Patom, area contigua, pollai anti-orso, pronto intervento per orsi confidenti, convegni, conferenze per dire che tutto è ok, mentre nessuno ha pensato di stanziare poche migliaia di euro per fare in modo che da quella vasca si potesse uscire. Spero di sbagliare, ma forse siamo quasi alla fine dell’orso marsicano. Prima di cominciare a pensare di importare altri orsi dai Balcani, forse è il caso di pensare a responsabili meno teorici e più pratici capaci di offrire al nostro splendido animale, condizioni migliori per la sopravvivenza». (m.s.)

