Di Lorenzo attacca Tordera: non mi riceve
La titolare della clinica replica ai tagli operati dall’Azienda sanitaria su direttive della Regione Abruzzo
AVEZZANO. Lucia Di Lorenzo, dopo le rassicurazioni avute prima dall’assessore regionale alla Salute, Silvio Paolucci, e successivamente dal presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, sperava che la casa di cura di Avezzano, di cui è amministratrice unica, potesse essere messa nelle condizioni di superare le difficoltà finanziarie in cui è venuta a trovarsi dopo il drastico taglio da parte dell’Asl dei fondi, per sforamento dei posti letto. Mentre si attendevano dalla Regione misure per bloccare la situazione, è arrivata la doccia fredda: il manager Rinaldo Tordera, ha ribadito che il taglio è previsto dalla «normativa vigente». Non se l’aspettava, la dottoressa Lucia Di Lorenzo, una presa di posizione di così netta chiusura da parte della Azienda sanitaria. È convinta però che se le sarà data la possibilità di spiegare a Tordera come si svolge l’attività della clinica, l’Asl potrà rivedere la sua posizione. «Se il direttore generale», scrive la Di Lorenzo, «avesse accettato, anche una sola volta in tutti questi anni, l’invito a visitare la struttura che dirigo e avesse ascoltato gli operatori che vi lavorano, saprebbe con quale rapidità, professionalità, attenzione e umanità cerchiamo di curare i nostri pazienti; saprebbe che abbiamo una rianimazione e che curiamo pazienti che a volte non possono essere dimessi alla data programmata. Saprebbe», aggiunge Di Lorenzo, «che riceviamo pazienti per i quali a volte, per la diagnosi, si richiedono trasferimenti da un reparto all’altro; saprebbe che se un paziente ha avuto un rialzo febbrile e abbiamo un letto libero in un’altra unità operativa, lo ricoveriamo comunque e lo curiamo; saprebbe che la qualità del nostro lavoro attira pazienti dal Lazio e riduce la folle spesa della mobilità passiva della Regione Abruzzo; saprebbe che non teniamo i pazienti un solo giorno più del necessario; ma soprattutto, se si fosse degnato di ricevermi, saprebbe che non sto affatto contestando i controlli che vengono effettuati, ma la tardività degli stessi e l’ingiusto, scorretto e malevolo sistema di calcolo delle decurtazioni che mira solo a “risparmiare”, per riparare i buchi economici provocati da ben altri sprechi, non pagando prestazioni legittimamente e correttamente erogate dalla mia struttura. Io sono qua, disponibile a spiegargli tutto questo, se solo vorrà concedermi l’ascolto che credo di meritare», conclude.
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