Di Masci: il commissario qui non entra

L’ex sindaco respinge la decisione dei partito di inviare il segretario provinciale: «Piacente pensi ai suoi guai giudiziari»
SULMONA. È guerra tra il circolo Pd sulmonese e i vertici provinciali e regionali del partito. A scatenarla è stata la decisione del segretario regionale Renzo Di Sabatino di commissariare il Pd peligno nominando come reggente il segretario provinciale Francesco Piacente.
LE CAUSE. A monte della decisione ci sarebbe l’accordo tra il Pd e i gruppi civici del sindaco Annamaria Casini, per dare vita a una nuova giunta comunale. Secondo i vertici regionali la decisione sarebbe stata presa da poche persone, senza l’avallo dell’intero direttivo. Tanto che, proprio alla vigilia della nomina della nuova giunta targata Pd-Casini, cinque membri del direttivo si sono dimessi, sostenendo che quella partorita non era una giunta di salute pubblica, ma un accordo a due tra l’ex sindaco Bruno Di Masci e il sindaco Annamaria Casini.
«NON CI STIAMO». Una motivazione, questa, che è stata duramente contestata nella conferenza stampa tenuta ieri pomeriggio nella sede sulmonese dei democratici dal segretario commissariato Sergio Dante, e dai consiglieri comunali Antonio Di Rienzo, Bruno Di Masci e Fabio Ranalli. «La impugneremo davanti alla commissione di garanzia del partito», attacca Di Masci, «perché la decisione di aderire all’iniziativa di una giunta tecnica di salute pubblica è stata approvata all’unanimità dall’intero direttivo in due sedute. E inoltre il segretario provinciale Francesco Piacente, prima della riunione del direttivo, era stato ampiamente messo al corrente dell’ipotesi di accordo che si andava delineando. Il resto sono tutte chiacchiere».
NO ALLE BUGIE. «A me piace fare politica, non piacciono le bugie», ha aggiunto il capogruppo in consiglio regionale del Pd, Di Rienzo, «il segretario provinciale sapeva delle decisioni che eravamo orientati a prendere come pure tutti sapevano che erano decisioni prese alla luce del sole e con voto unanime». Sebbene dopo la seconda seduta di direttivo cinque componenti si sono dimessi, obiettando che la giunta di salute pubblica doveva coinvolgere tutti i gruppi di minoranza e non il solo Pd. Ora, a distanza di due mesi, commissariano il circolo di Sulmona. Ma noi andiamo avanti per la nostra strada e faremo ricorso contro il provvedimento».
ATTACCO AL VELENO. Ma l’attacco più velenoso lo ha sferrato l’ex sindaco Di Masci nei confronti del segretario provinciale Piacente, invitato a dimettersi in quanto sotto processo per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e falso ideologico. Il fatto reso noto solo pochi giorni fa, si riferisce alla vicenda giudiziaria che coinvolge anche l’ex sindaco di Capistrello Antonino Lusi, per i lavori allo stadio comunale. «Non accettiamo lezioni di etica politica da nessuno, soprattutto da chi è sotto processo», attacca Di Masci, «qui Piacente non metterà piede, su questo non si discute. È un fatto di opportunità e di etica: il segretario provinciale si astenga dal ricoprire il ruolo di commissario, mentre è in procinto di essere processato per reati gravissimi per chi ricopre ruoli nella politica e nella pubblica amministrazione».
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