Di Masci: pronto a lasciare l’ufficio della presidenza

17 Maggio 2021

Acque agitate in Comune, il consigliere di maggioranza sulla scia della Bianchi: «Di Marzio con Italia Viva, ha un ruolo istituzionale e deve avere equilibrio»

SULMONA. Dimissioni dall’ufficio della presidenza del consiglio comunale sempre più vicine anche per Bruno Di Masci. Dopo la presa di posizione della consigliera di opposizione, Elisabetta Bianchi, che ha deciso di dire addio al suo ruolo di membro dell’ufficio per divergenze interne, anche il vice presidente Di Masci è pronto a fare un passo indietro.
Innescando l’ennesima crisi politica nell’amministrazione Casini di cui Di Masci è diventato alleato.
«La decisione della consigliera Bianchi è molto forte», commenta il consigliere Di Masci, «non nego che condivido molte delle sue considerazioni. Prima di prendere una posizione, però, mi sono preso qualche giorno di tempo per rifletterci. Certo è che la presidente Katia Di Marzio non può far finta di niente e andare avanti come se nulla fosse. Ha scelto di entrare a far parte di Italia Viva e va bene, ma ricopre pur sempre un ruolo istituzionale che va gestito in modo equilibrato. Non può fare il presidente del consiglio comunale e poi votare contro il bilancio: si poteva astenere, era meglio».
I dissapori interni, quindi, stanno mettendo in difficoltà l’ufficio di presidenza. E non solo. Già oggi Di Masci potrebbe decidere di abbandonare l’organo del consiglio rimettendo quindi in discussione tutto l’assetto politico-istituzionale, a pochi mesi dalle elezioni comunali.
«Ho esperienza in politica e posso dire con certezza che nelle altre istituzioni, come Provincia o Regione, ci si comporta così», continua Di Masci, «certo, prima di rassegnare le dimissioni voglio confrontarmi con l’altra collega Deborah D’Amico, proprio per un senso di responsabilità istituzionale. Resto comunque dell’avviso che non si può andare avanti in questo modo. La presidente si deve rendere conto che solo per correttezza ho deciso di non dare immediatamente le dimissioni, anche se sinceramente non vedo altre strade. Del resto, sono già due volte che mi chiamano e non partecipo all’ufficio di presidenza proprio perché non mi piace la strada che è stata intrapresa. Inoltre, 45 giorni prima delle elezioni, che dovrebbero tenersi a ottobre, il consiglio va sciolto, quindi per strumentalizzazioni elettorali sto valutando bene la situazione».
L’ufficio di presidenza è un organo interno al consiglio comunale e qualora i membri decidano di dimettersi in blocco questo non comporterebbe ripercussioni sul futuro dell’assise civica. Almeno all’apparenza. Visto che occorrerebbe trovare un nuovo assetto tra maggioranza e opposizione per traghettare l’ufficio di presidenza fino alla fine del mandato. «Non voglio dare un colore politica alla mia scelta, anche perché non mi voglio ricandidare alle prossime amministrative», conclude Di Masci, già sindaco di Sulmona, «il senso di responsabilità mi ha portato a non frequentare più gli Uffici di presidenza. Voglio precisare che se oggi si pone un problema non l’ho posto di certo io. Lo ha fatto la consigliera Bianchi, tra l’altro molto preparata, che ha tutte le sue ragioni. Deciderò a breve che cosa fare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA