Di Napoli, l’addio sulle note dei Beatles

21 Aprile 2019

Commozione e ricordi per il professionista morto a 55 anni. Capri: competente e corretto, punto di riferimento dei giovani

L’AQUILA. Quando la bara varca il sagrato delle Anime Sante, una leggera brezza solleva la toga da avvocato, adagiata su un cuscino di rose rosse. Quasi a voler lasciare un’ultima carezza. Una folla commossa, che la chiesa delle Anime Sante non è riuscita a contenere, ha partecipato ai funerali di Paolo Di Napoli, noto avvocato aquilano, scomparso prematuramente, all’età di 55 anni, per un malore improvviso. Professionista stimato e uomo di raro garbo. A officiare le esequie, l’arcivescovo emerito dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, che ha ricordato «quando Paolo, da ragazzo, frequentava la cattedrale di San Massimo. Questa immagine mi è rimasta nel cuore: i cugini, gli amici, i colleghi avvocati parlano oggi di un Paolo gioviale, solare, benvoluto da tutti. Nella mia mente torna prepotente il ricordo di un ragazzo buono, discreto e sorridente», ha detto rivolgendosi alla sorella Franca e al cognato, Paolo De Angelis. A dare l’ultimo saluto a Paolo Di Napoli buona parte del Foro aquilano, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Maurizio Capri, il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, l’onorevole Romeo Ricciuti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale. E tanti, tanti amici, stretti in un abbraccio comune. Il cugino Cesare Ianni lo ha ricordato come «esempio di resilienza». «Paolo era una persona speciale», le parole di Capri, «ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi e un segno indelebile nella professione e nella società. Per molti giovani avvocati era un punto di riferimento, perché competente e corretto. Il garbo e la signorilità ne hanno scandito tutti i passaggi della vita». Il ricordo corre sulle note di una dolce ninna nanna che lascia il posto alla canzone “Let it be” dei Beatles, la sua preferita. L’ultimo saluto è dell’amico Ettore Barattelli: «Con il sorriso, sempre. Rimarrai così nei nostri cuori».
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