Di Nicola: basta ritardi sul Fucino

15 Aprile 2017

Il consigliere regionale sollecita il potenziamento di impianti irrigui e depuratori

PESCINA. L’impianto irriguo del Fucino non può più aspettare. Così il consigliere regionale Maurizio Di Nicola lancia un appello. L’estate ormai è alle porte e i problemi legati all’utilizzo dell’acqua nei campi tornano prepotentemente a farsi sentire. Di Nicola ha inviato una lettera al presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, chiedendo di accelerare i tempi e di realizzare al più presto l’impianto irriguo del Fucino.

«Ho preparato un’interpellanza in materia di tutela e gestione della risorsa idrica fucense, che auspico possa trovare spazio nella prossima seduta di consiglio, con l’obiettivo di contribuire ad alimentare un serio confronto politico intorno al tema della realizzazione della rete irrigua a pressione nell’intera piana del Fucino», ha spiegato Di Nicola, «il momento di stasi, causato da becere contrapposizioni partigiane, non è compatibile con la vita reale delle imprese del settore, ogni giorno impegnate a confrontarsi con le sfide della contemporaneità e dei mercati internazionali nell’era della globalizzazione. Appunto per questo, ulteriori ritardi nella realizzazione di questa importante opera strategica per l’economia del comparto agricolo fucense, per quanto mi riguarda, non saranno più tollerati. Le fasi del processo partecipativo relative all’informazione e alla consultazione di tutti i portatori di interesse sono terminate da tempo. È venuto il momento di agire, partendo dall’individuazione della migliore soluzione progettuale».

I primi 50 milioni di euro, stanziati con il “Masterplan Abruzzo-Patto per il Sud”, sono disponibili.

E per tali ragioni Di Nicola ha chiesto «di cristallizzare quanto prima un progetto irriguo, tra i diversi ipotizzati, per consentire la quantificazione puntuale del costo dell’intero sistema. L’obiettivo per tutti deve essere un intervento, a partire dal potenziamento della filiera depurativa, capace di garantire maggior rendimento delle coltivazioni a minori costi». (e.b.)

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