Di Nino si difende: l’ordinanza tutela tutti i nostri cittadini

Il sindaco replica alle proteste dei gestori e all’opposizione «Il provvedimento non si discosta dalle norme nazionali»
PRATOLA PELIGNA. «Nessuno vuole far chiudere le attività, al contrario l’ordinanza va nella direzione di tutelare tutti gli interessi».
Lo afferma il sindaco di Pratola Peligna Antonella Di Nino rispondendo alle critiche che le sono piovute addosso da alcuni gestori degli esercizi pubblici cittadini, per lo stop alla musica dopo la mezzanotte, e soprattutto dai banchi della minoranza in consiglio comunale.
«Del resto l’ordinanza in questione non si discosta dalle norme nazionali e regionali in materia, lasciando altresì spazio a deroghe che questa amministrazione ha sempre concesso ogni qualvolta vi erano le condizioni per poterlo fare. Mettere ordine e tutelare tutti i cittadini è segno di civiltà e maturità amministrativa. Ricordiamo, in particolare a chi finge di aver dimenticato, che alcuni gestori di locali pubblici sono finiti in Tribunale, su iniziativa di cittadini esasperati dagli schiamazzi notturni. E noi non vogliamo che altri possano subire la stessa sorte».
Il sindaco Di Nino, in risposta al consigliere di minoranza Vincenzo Margiotta evidenzia «che il primo cittadino non ha imposto alcun divieto limitandosi semplicemente a ricordare agli esercenti la Legge Regionale n. 53 del 2018 che all’art. 55 recita: gli stessi titoli di cui all’articolo 53, abilitano, inoltre, all’effettuazione di piccoli trattenimenti musicali senza ballo in sale con capienza e afflusso non superiore a cento persone dove la clientela può accedere per la consumazione, senza l’allestimento di elementi atti a trasformare l’esercizio in locale di pubblico spettacolo o trattenimento e senza il pagamento del biglietto di ingresso o di aumento nei costi delle consumazioni. È comunque fatto salvo il rispetto delle disposizioni vigenti e, in particolare, quelle in materia di sicurezza, di prevenzione incendi e di inquinamento acustico». Sin qui Di Nino, che però ha voluto rivolgere un suggerimento a Margiotta: «Gli consigliamo sommessamente maggiore tranquillità perché non è in guerra e la democrazia si può esercitare anche civilmente». (c.l.)
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