Di Pangrazio alla riscossa Torna sindaco dopo 3 anni

6 Ottobre 2020

Travolto Genovesi (Lega) al ballottaggio, pesa la spaccatura con Forza Italia

AVEZZANO. La notte della rumorosa sconfitta e un’alba con le serrature cambiate nelle stanze del Comune, sono solo vaghi ricordi in questo pomeriggio di festa con sprazzi di sole. Tre anni dopo Gianni Di Pangrazio, 65 anni, dirigente della Provincia dell’Aquila, ricomincia da dove aveva lasciato, scortato verso piazza della Repubblica, sede del municipio, dai suoi fan in magliette biancoverdi col suo faccione da trionfatore in bella mostra. Ad attenderlo, per un abbraccio, il nipotino Giovanni. Poi selfie. Strette di mano. E distanze difficili da mantenere.
NUMERI DEL TRIONFO. Di Pangrazio è stato spinto a risalire le scale del Palazzo di città da quei 10.322 avezzanesi (58,45%) che lo hanno preferito a Tiziano Genovesi, l’imprenditore 40enne, coordinatore provinciale della Lega, fermatosi a 7.337 voti (41,55%), 1.867 in più rispetto al primo turno, ma non sufficienti per il grande ribaltone. Troppo lo scarto di 16,9 punti percentuali. E se tre anni fa l’uscita di scena rumorosa era stata proprio quella di Gianni Di Pangrazio, all’epoca sindaco in corsa per il bis (dal 2012 al 2017) e battuto in gran rimonta dal suo ex assessore Gabriele De Angelis, stavolta il clamore è tutto per gli avversari di un centrodestra che mai è riuscito a rimettere insieme i cocci.
DIVISIONI FATALI. Già al tempo delle scelte delle candidature c’erano state forti tensioni, col nome di Genovesi imposto dalla Lega che aveva innescato malcontenti e più fughe verso altri lidi. Ma se con Fratelli d’Italia, Udc e Cambiamo c’era stata una riappacificazione, la contrapposizione fortissima è rimasta con Forza Italia, coordinata a livello provinciale da Gabriele De Angelis, sindaco disarcionato anche dal fuoco amico del centrodestra (la sua caduta ha portato al commissariamento di Avezzano per 15 mesi). Contrapposizione che è rimasta anche al ballottaggio, con un apparentamento cercato – mai con tenacia – e non raggiunto. Forse una ritrovata unità, imbarcando nella coalizione anche i moderati in prima battuta guidati da Anna Maria Taccone, avrebbe permesso di cambiare le sorti della gara per le amministrative. Perché se è vero che la Lega è il primo partito di queste Comunali, è altrettanto insindacabile che la città ha confermato di possedere quella pluridecennale anima moderata che l’ha frenata a dirigersi verso le lusinghe del partito di Matteo Salvini.
L’ASSE DEGLI SCONTENTI. Mettiamo poi che Di Pangrazio ha raccolto sulla sua strada tanti scontenti del centrodestra (storici portatori di voti) e il gioco è fatto: tutta la vecchia nomenclatura di Forza Italia ha sostenuto Di Pangrazio, il consigliere regionale Mario Quaglieri non ha disdegnato il suo appoggio, il neo eletto Nello Simonelli ha salutato Fratelli d’Italia tra le polemiche. Partito quest’ultimo che non ne esce bene: piazza in consiglio (all’opposizione) solo Iride Cosimati e lascia fuori Massimo Verrecchia, capo segreteria e fedelissimo del presidente della Regione, Marco Marsilio. Senza dimenticare che Di Pangrazio, nella settimana precedente al ballottaggio, ha imbarcato anche gli sconfitti del primo turno, Mario Babbo, e Antonio Del Boccio. Così adesso, salvo sorprese, potrà contare su una maggioranza bulgara, ampliata da Stefano Lanciotti e Lorenza Panei.
PERDONO PD? Con la Panei approda in consiglio con Di Pangrazio anche una porzioncina di Pd. Quel partito schierato inizialmente con Babbo che pochi giorni fa ha sospeso Giuseppe Di Pangrazio, fratello di Gianni, “colpevole” di aver fatto campagna elettorale per il familiare. Arriverà il perdono?
MAGGIORANZA VARIOPINTA. Di certo Gianni Di Pangrazio avrà il suo bel da fare per tenere in piedi una larghissima ma variopinta maggioranza, dove è facile scorgere persone ideologicamente legate sia al centrodestra che al centrosinistra. Per ora è solo tempo di brindare.
L’AVVISO DI RIDOLFI. «Siamo molto contenti del risultato ottenuto», commenta Fabrizio Ridolfi, consigliere più votato della coalizione Di Pangrazio, «sicuramente una vittoria netta sull’avversario al quale va reso l’onore delle armi. Ha prevalso la città moderata che più facilmente incarna il sentimento degli avezzanesi. Ma è anche una vittoria schiacciante che testimonia la maturità degli elettori. Mi aspetto che il sindaco lavori anima e corpo per la città, con la sua squadra, puntando innanzitutto su chi lo ha supportato e sostenuto sin dalla prima ora in questa avventura elettorale. Mi aspetto che riesca a tirare fuori Avezzano da questa situazione di difficoltà in cui si trova da qualche anno, cercando di impiegare al meglio le professionalità di cui è circondato».
SIMONELLI ATTACCA. Parla anche il consigliere più giovane della coalizione Di Pangrazio, Nello Simonelli: «I primi obiettivi sono due: costituire la Consulta marsicana dei giovani e fare in modo che vi sia un Polo universitario forte. La mia presenza in consiglio rappresenterà un messaggio di apertura di questa amministrazione nei confronti del mondo giovanile di Avezzano e della Marsica. Si cercherà di ricostruire un polo politico di centrodestra all’interno della maggioranza visto che il centrodestra che si è presentato alle elezioni ha fallito, mandando via le persone che stavano consigliando un approccio propositivo e positivo. Purtroppo questo centrodestra dovrà fare serie riflessioni e sostituire quelle persone che si sono dimostrate inadeguate».
SEGGI DISERTATI. Restano alte le percentuali del partito degli astensionisti, altro dato su cui riflettere. Nei due giorni di ballottaggio hanno votato 18.131 avezzanesi (52,59%). Tre anni fa, quando si votò solo di domenica, la percentuale era stata del 55,66%. Stavolta le schede bianche sono state 144 (0.79%) e quelle nulle 328 (1.81%).
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