Di Pangrazio assolto in Appello: torna a fare il sindaco dopo 15 mesi

Sentenza ribaltata «perché il fatto non sussiste». In primo grado era stato condannato per peculato d’uso Si attende il provvedimento del prefetto per la cessazione della legge Severino. Milo e Verini: «Fatta giustizia»
AVEZZANO. Assolto con formula piena «perché il fatto non sussiste». Poche parole per ridare dignità al sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che potrà così tornare a indossare la fascia tricolore.
La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Appello dell’Aquila che ieri mattina si è pronunciata in merito al reato di peculato d’uso che pendeva sulla testa del primo cittadino ormai da otto anni.
La condanna in primo grado aveva portato alla sospensione di Di Pangrazio dalla carica di sindaco per gli effetti della legge Severino. La sentenza fa ora decadere gli effetti della norma che duravano da un anno e tre mesi. Si attende il nuovo provvedimento della prefettura (già nelle prossime ore) per rientrare in Comune e riprendere l’attività amministrativa retta finora dal vicesindaco Domenico Di Berardino. Di Pangrazio era stato accusato, nelle vesti di dirigente provinciale, di aver utilizzato per uso personale l’auto di servizio.
LA SENTENZA
Alle 12.10 il presidente della sezione penale della Corte d’Appello dell’Aquila, Aldo Manfredi, ha letto la sentenza: «Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste». Subito dopo l’esultanza composta del legale, Antonio Milo, e quella più enfatica di amici e collaboratori che gli stavano vicino al momento della lettura del dispositivo. Poi l’abbraccio all’uscita con i figli Stefano e Giulio. Si chiude così un lungo capitolo di una vicenda che ha condizionato per diversi anni anche la vita politica e amministrativa di Avezzano.
LA VICENDA
Il sindaco era stato sospeso dall’incarico nel luglio 2021 in conseguenza della legge Severino (prevede la sospensione dalla funzione amministrativa in caso di condanna, anche solo in primo grado). Eletto nell’ottobre 2020 a capo di una coalizione prevalentemente civica, Di Pangrazio era stato condannato a un anno e quattro mesi con l’accusa di peculato per l’utilizzo dell’auto di servizio della Provincia dell’Aquila per fini personali e non istituzionali. Fatti risalenti al 2014, quando era direttore generale dell’ente provinciale (oggi è in pensione, ndc). Gli era stata contestata una spesa di circa 150 euro. La Procura dell’Aquila aveva in particolar modo contestato un viaggio da Avezzano a Roma.
PARLANO I LEGALI
«Eravamo rimasti sorpresi dalla sentenza di condanna in primo grado», è stato il commento dei difensori Antonio Milo e Claudio Verini, «perché al Comune di Avezzano c’è un regolamento che disciplina l’uso dell’auto di rappresentanza, pienamente osservato dal sindaco. La sentenza restituisce una giustizia che appariva lesa. A Di Pangrazio è stata restituita piena dignità». Per i coimputati, l’autista Maria Pia Zazzara, di Pescina, condannata in primo grado a 8 mesi e dieci giorni di reclusione, e per l’autista Mario Scimia, dell’Aquila (un anno e 10 giorni in primo grado), è scattata la prescrizione dei reati. Erano difesi dagli avvocati Roberto Verdecchia e Stefano Massacesi.
REINTEGRO
Dopo 15 mesi la città di Avezzano tornerà ad avere il sindaco. Quando? Per il reintegro sarà necessaria la notifica di un provvedimento di revoca della sospensione firmato dal prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco. Il documento potrebbe arrivare nelle prossime ore.
RIMPASTO
Con il suo ritorno in Comune, il sindaco punterà a portare un rinnovato impulso all’amministrazione. Per fare ciò saranno inevitabilmente necessari degli aggiustamenti nell’esecutivo.
Secondo indiscrezioni, il vicesindaco dovrebbe tornare alle sue vecchie mansioni (Sociale), mentre potrebbe lasciare l’assessore Maria Teresa Colizza (Emergenza sanitaria) che aveva già espresso la volontà di fare un passo indietro. Dovrebbe esserci poi un turnover all’interno del gruppo di Alessandro Pierleoni, che entrerebbe al posto di Patrizia Gallese (Pubblica istruzione). Potrebbero essere rimpiazzati anche Emilio Cipollone (Lavori Pubblici) e Pierluigi Di Stefano (Cultura). E i nuovi ingressi? Si fanno i nomi di due donne: Alessandra Cerone e Federica Collalto.
I COMMENTI
Numerose le reazioni alla sentenza. Il consigliere regionale Silvio Paolucci, augurando al sindaco «un sincero buon lavoro per questo nuovo inizio alla guida della città», ha parlato di «un’assoluzione che rende giustizia alla persona», mentre per il consigliere comunale di opposizione Tiziano Genovesi «è una buona notizia per Avezzano che finalmente potrà uscire dallo stato di sospensione a cui è stata obbligata», e per il coordinatore regionale di Italia Viva, Camillo D’Alessandro, è una grande notizia per la democrazia, per l’Italia, per l’Abruzzo».
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