Di Pangrazio: «Così ricorderemo i nostri quattro angeli del Velino»

Il sindaco: tecnici al lavoro, collocheremo la stele in un punto della città che guarda verso la montagna E il ringraziamento delle famiglie Frabotta, Degni, Mella e Durante fa commuovere il Soccorso alpino
AVEZZANO. Una stele con vista sul Monte Velino per non dimenticare i quattro escursionisti travolti dalla valanga a Valle Majelama. Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ha voluto raccogliere la voce unanime della comunità di Avezzano e dedicare una zona della città alla memoria di Tonino Durante, Gian Mauro Frabotta, Gianmarco Degni e Valeria Mella affinché il loro ricordo rimanga sempre vivo nel tempo.
STELE IN RICORDO. «Stiamo individuando un punto della città in cui collocare un elemento in ricordo dei nostri quattro concittadini», spiega Di Pangrazio, «un punto che guardi verso il Monte Velino. Per questo la scelta non può che ricadere sulla zona nord dove il massiccio è più imponente sulla città. Stiamo pensando alla zona antistante la scuola Vivenza, oppure allo stradone, ma restiamo aperti ad altre ipotesi. Intanto, i tecnici comunali», continua il sindaco di Avezzano, «sono al lavoro per studiare l’elemento migliore che possa omaggiare la memoria di Tonino, Gian Mauro, Gianmarco e Valeria affinché restino nei nostri cuori, nelle nostre menti e nei nostri gesti quotidiani. In questi giorni ho ricevuto anche le proposte di diverse associazioni cittadine di intitolare alla memoria degli escursionisti il sentiero numero 8 del Velino o ancora di posizionare una lapide nel punto esatto di Valle Majelama in cui sono stati ritrovati. È davvero emozionante tutto questo affetto della nostra comunità, per cui come sindaco della città», conclude Di Pangrazio, «non posso che accogliere di buon cuore tali iniziative e dare, sin da ora, tutta la mia disponibilità per sostenere le associazioni cittadine nella realizzazione di queste loro volontà in memoria dei nostri ragazzi tragicamente scomparsi».
LA TRAGEDIA. Era il 24 gennaio quando Tonino, Gian Mauro, Gianmarco e Valeria si sono dati appuntamento di buon mattino vicino al rifugio Casale da Monte. Sono arrivati intorno alle 7, come riferito da un allevatore di Forme e suo figlio proprietari di una stalla poco distante. Ciò che è accaduto da questo momento in poi è solo frutto di una ricostruzione: probabilmente il gruppo di amici era diretto al Colle del Bicchero, come testimoniato da un quinto ragazzo che ha deciso di non andare all’ultimo momento. Prima di arrivare a destinazione i quattro alpinisti sono stati travolti da una valanga di enormi proporzioni che non gli ha lasciato scampo. L’allarme è scattato intorno alle 17. Il gruppo aveva previsto di rientrare per le 16. È stato il papà di Valeria, il maresciallo dei carabinieri Vincenzo Mella, ad allertare i soccorsi dopo che i cellulari dei quattro erano già irraggiungibili. È in serata che i primi soccorritori, partiti con gli sci, hanno individuato delle tracce dentro Valle Majelama interrompersi all’improvviso davanti a una barriera di neve. Il timore che potessero essere stati travolti da una slavina si è così fatto strada sin dai primi, tragici momenti. Nonostante un’imponente macchina dei soccorsi arrivata da tutta Italia ci sono voluti 28 difficili giorni per ritrovarli.
SOCCORSO ALPINO. «È un messaggio che ci ha riempito il cuore e, ancora una volta, ci fa sentire vicini al dolore di queste famiglie». È il commento commosso di Daniele Perilli, presidente del Soccorso alpino Abruzzo, dopo il messaggio di ringraziamento dei genitori delle vittime. «Siamo soccorritori esperti, ma siamo consapevoli che dietro ogni incidente ci sono le vite di tante persone: familiari, amici e affetti. Da tutti noi, grazie per questo messaggio e grazie all’intera comunità abruzzese, a partire dalla frazione di Forme e dal comune di Massa d’Albe, che ci ha supportato quotidianamente permettendoci di operare al meglio».
COMUNITÀ MUSULMANA. Una tragedia e un dolore che non conosce confini. Anche la comunità musulmana marocchina ha voluto manifestare vicinanza con un messaggio: «Ci uniamo alla vostra preghiera affinché Dio dia conforto alle famiglie e queste anime belle possano riposare in pace».

