Di Pangrazio: solo lavori ereditati Questa città ha perso centralità

6 Luglio 2018

AVEZZANO. Nulla di nuovo in città, dove l’amministrazione De Angelis «ha portato avanti i lavori già in itinere», come per la «messa in sicurezza delle ultime scuole, con le gare assegnate e i...

AVEZZANO. Nulla di nuovo in città, dove l’amministrazione De Angelis «ha portato avanti i lavori già in itinere», come per la «messa in sicurezza delle ultime scuole, con le gare assegnate e i progetti esecutivi pronti, anche se hanno perso un anno solo per firmare i contratti». Per l’ex sindaco, Gianni Di Pangrazio, attuale capo dell’opposizione, il primo anno di amministrazione con alla guida il suo successore, Gabriele De Angelis, non ha prodotto alcuna novità concreta, ma solo portato avanti opere programmate, «seppur stravolte», come piazza Risorgimento e piazza del Mercato. «Qui doveva nascere il mercato dei prodotti a km 0 con servizi e spazi per le attività culturali e ricreativa, mentre il progetto su piazza Risorgimento fu stoppato per non stravolgere un luogo caro agli avezzanesi e non tagliare le piante. Il restyling di Piazza Torlonia, invece», sottolinea Di Pangrazio, «era legato al progetto Masterplan per la riqualificazione del complesso ex Arssa che doveva dar vita a un unicum, con annesso il castello Orsini, con la costituzione di un polo socio-culturale e ambientale di livello nazionale». Idee diverse e progetto vecchio anche per la pista ciclabile che dovrebbe materializzarsi sulle vie del centro urbano entro la fine del mese di agosto. «Il progetto di quest’amministrazione», sottolinea il leader della minoranza, «creerà solo problemi ulteriori a un centro dove diminuiranno gli spazi per il parcheggio delle automobili, peggiorerà la viabilità e darà un’altra mazzata alle attività imprenditoriali sopravvissute nonostante il periodo di crisi. La nostra idea era quella di collegare la città con le frazioni e i luoghi storici come i Cunicoli di Claudio, la Grotta di Ciccio Felice, la galleria Torlonia e l’Incile con la vicina Riserva del Salviano, prima super-valorizzata, con stop alle auto nel periodo estivo, ora nel più totale abbandono». Sul fronte del sociale Di Pangrazio punta il dito «contro l’azzeramento della rete delle associazioni, colonne portanti del sostegno alle categorie più deboli; il rapporto conflittuale col personale, comprese le quattro piante organiche nell'arco di un paio di mesi anche con intenti penalizzanti per qualche dipendente». Non manca il capitolo delle cose non fatte, come ad esempio «l’accantonamento del progetto degli orti urbani, spariti dalle priorità dell’amministrazione; la mancata sistemazione di via Verga, già progettata e finanziata dalla Provincia, utile per decongestionare via XX Settembre dal traffico proveniente dalla zona est e diretta verso Avezzano nord; la scomparsa dei voucher per aiutare le tante persone in difficoltà in cambio di lavori socialmente utili; la perdita dei finanziamenti destinati a recuperare la Cittadella dello Sport nella zona nord della città frequentata da migliaia di avezzanesi».
Altra nota dolente per l’ex sindaco è la perdita della centralità politica di Avezzano nella Marsica, «un territorio che aveva ritrovato la compattezza e l’orgoglio, pronto a fare il gioco di squadra in ogni occasione per tutelare le ragioni del popolo marso. L’adunanza dei sindaci è finita nel dimenticatoio», aggiunge il leader della minoranza, «mentre ora i valorosi primi cittadini della Marsica vanno da soli perché il nostro sindaco ha altri impegni. La testimonianza più sconcertante di questo atteggiamento e disinteresse totale è la vicenda dei pedaggi autostradali che vede sindaci e amministratori delle due Regioni lavorare a stretto gomito per mettere fine una volta per tutte agli aumenti esorbitanti: Avezzano non c’era nella delegazione degli amministratori marsicani e laziali che hanno incontrato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Toninelli per rappresentare le sacrosante ragioni e i forti disagi di un popolo che ogni giorno usa l’autostrada per studio e lavoro ed è costretto a pagare una vera e propria tassa esorbitante per gli spostamenti. Ci vuole un cambio radicale nella gestione del Comune. Per conoscere le esigenze della nostra città bisogna viverla, stare in mezzo alla gente», aggiunge Di Pangrazio, «ma questo sindaco è troppo impegnato oltre il casello autostradale per cogliere i bisogni di una città che non vive. Lo faremo ora anche dai banchi dell’opposizione in attesa di tornare alla guida di Avezzano, insieme all’entusiasmo dei tanti giovani che sono nella nostra coalizione». (m.s.)
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