Avezzano

Di Pangrazio sopravvissuto alla strage delle Marmore

Il sindaco Di Pangrazio sul luogo della tragedia

4 Agosto 2026

Il sindaco era sulla navetta coinvolta nello schianto che ha provocato 6 morti: «Per fortuna ci trovavamo nella parte posteriore del mezzo. Una frenata, poi abbiamo sentito un botto terribile, quindi le urla. Ovunque scene terrificanti»

AVEZZANO. «Mi sono ritrovato tra rottami, morti e feriti. Una striscia di detriti e di sangue. E una scena apocalittica che ho ancora impressa negli occhi. Doveva essere una domenica di relax in compagnia di alcuni amici della provincia di Pescara e della Marsica. Invece sono finito a prestare soccorsi dopo essere precipitato all’inferno. Mi sento un miracolato». È ancora molto scosso il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, sopravvissuto al terrificante incidente avvenuto domenica pomeriggio sulla superstrada Rieti-Terni. Di Pangrazio era seduto nella parte posteriore del mezzo delle Autolinee Troiani, utilizzato come navetta per trasportare i visitatori dalla parte alta a quella bassa delle Cascate delle Marmore. E la scelta del posto gli ha salvato la vita, visto che ha riportato solo delle lievi contusioni.

Nello schianto tra il pulmino, il camper e due auto sono morte sei persone e 34 sono rimaste ferite. Una è in condizioni disperate e si trova ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma, dove è arrivato in elicottero; gli altri sono stati smistati tra Perugia, Terni, Rieti, Foligno e Spoleto. Per la maggior parte si tratta di codici gialli e verdi, non in pericolo di vita. Fra loro anche una bambina di quattro anni. La strage si è verificata nella zona di Colli sul Velino, al confine tra Umbria e Lazio. «Uno scenario di guerra, abbiamo salvato tante vite», dice la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, accorsa sul posto, e il suo omologo del Lazio, Francesco Rocca, esprime «profondo dolore» per le vittime ringraziando i soccorritori che hanno lavorato senza sosta.

Immagini che hanno fatto il giro del mondo e che mostrano anche il sindaco Di Pangrazio che si aggira tra i rottami sparsi sulla statale Ternana e tra le persone che, appoggiate al guard-rail, piangono e si disperano. C’è chi si tampona il sangue sulla fronte con un fazzoletto. C’è chi va in cerca dei propri amici. «Una scena terrificante», sottolinea il sindaco della città marsicana, «mi sento un sopravvissuto. Avevamo lasciato le auto nel parcheggio ed eravamo saliti sul pulmino per evitare di fare tutte le scale che portano alle cascate. Con noi una quarantina di persone in tutto. È stata una vera fortuna che ci trovavamo nella parte posteriore del mezzo. Una frenata, poi abbiamo sentito un botto terribile, quindi le urla. Come sto? Qualche contusione, ma nulla di serio. Mi sono immediatamente prodigato per prestare i soccorsi ai feriti. C’erano anche due sorelle che da quanto ho capito avevano perso delle persone care».

Il punto di primo soccorso, come raccontato anche dal sindaco Di Pangrazio, è stato allestito nello spiazzo davanti alle biglietterie in cima alle cascate, monumento storico nel cuore dell’Umbria, meta ogni domenica di migliaia di visitatori. Il 118 e la Protezione civile hanno approntato un campo base per gestire l’emergenza, coordinare i soccorsi e anche assistere chi è rimasto illeso ma è sotto choc. «C’erano persone che erano sul pullman e che chiedevano notizie di familiari di cui si erano perse le tracce» aggiunge Di Pangrazio «molti al telefono per avvertire i familiari o le persone care. Scene surreali».

La prefettura di Terni ha messo a disposizione un numero di telefono – lo 0744480458 – per avere informazioni sui congiunti fra le vittime o su eventuali feriti. La polizia stradale ha lavorato fino a tarda notte per identificare le vittime e contattare i parenti. Nell’impatto hanno perso la vita Federico Romualdi, 49enne di Terni, residente nella frazione di Torreorsina, alla guida del pulmino; avrebbe fatto il possibile, frenando fino a inchiodare, per evitare l’impatto con il camper che avrebbe invaso la sua corsia di marcia. Quest’azione, anche istintiva, potrebbe aver permesso di contenere un bilancio di vittime e feriti comunque drammatico. L’uomo, dipendente di una ditta ternana di trasporti, lascia la moglie – con cui avrebbe festeggiato quest'anno i 25 anni di nozze – e due figli, uno poco più che ventenne e l’altro quasi maggiorenne.

A bordo del camper finito contro il bus-navetta c’era una coppia di Narni: il 68enne Giampiero Colasanti – al volante – e la compagna 59enne Daniela Bellanca. Colasanti, conosciuto da tutti in città, era uno dei punti di riferimento della Corsa all’Anello, tradizionale rievocazione storica locale. La compagna Daniela lavorava da tempo come commessa in un supermercato del posto. Lasciano una figlia, Colasanti, e un figlio, Bellanca, avuti da precedenti relazioni. Il tragico schianto è costato la vita anche a un’altra coppia di coniugi, i 61enni Graziella Baldini e Paolo Cosci, toscani di Massa, che erano a bordo del bus. La prima è deceduta sul colpo, mentre l’uomo è morto all’ospedale Santa Maria di Terni. Lasciano due figli. Tragico destino anche per un’altra passeggera del bus-navetta, la 59enne Stefania Laurenzi, di Roma, deceduta sul luogo dell’incidente.

Con lei, in quella che doveva essere una gita spensierata in Umbria, c’erano il marito Massimiliano, che lotta fra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Perugia, e le due figlie della coppia, trasportate all'ospedale di Rieti con lesioni non gravi. «Il mio personale pensiero va alle persone che hanno perso i propri cari in questo terribile incidente» aggiunge il sindaco Di Pangrazio «e mi stringo in un ideale abbraccio ai presidenti delle Regioni Lazio e Umbria. La macchina dei soccorsi ha risposto in modo eccellente. Attendiamo di conoscere l’esito delle indagini per accertare le eventuali responsabilità in questa tragedia che mi segnerà per sempre».

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