Di Piero: «Centrale del gas opera inutile per l’Italia»

4 Ottobre 2022

Per il sindaco l’accelerazione degli ultimi giorni suscita forti dubbi e perplessità E la Regione prende tempo e attenderà le mosse del prossimo governo

SULMONA. Il Comune di Sulmona ribadisce la propria contrarietà alla centrale di compressione del gas e la Regione Abruzzo aspetta le prossime mosse del nuovo governo. La notizia della volontà, da parte dello Stato e della Snam, di velocizzare l’iter per la realizzazione dell’opera, in risposta alla chiusura dei rubinetti da parte della Russia, ha creato nuove tensioni in città. Amministrazione e comitati ambientalisti hanno subito alzato il cartellino rosso, mentre la Regione attende di saperne di più da Roma.
NUOVO PROGETTO
Le conseguenze del conflitto bellico in corso tra Russia e Ucraina hanno portato Governo e Snam a spingere con la realizzazione della centrale di compressione del gas in località Case Pente a Sulmona alla quale si andrebbero poi ad allacciare tre gasdotti per un totale di 443 chilometri di tubazioni. La realizzazione della centrale, che secondo un primo cronoprogramma doveva essere pronta per il 2032 (ora 2027), garantirebbe il gas alle regioni del nord per le quali c’è lo stop alle forniture. Per far arrivare il gas nei territori serviti oggi dal punto di ingresso di Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia, nel mirino della Russia, bisognerà invertire la direzione della rete di distribuzione di Snam che dovrebbe pompare il gas a Sud e, tramite la linea adriatica, portarlo a Nord. In questa nuova geografia della distribuzione del gas la centrale di Case Pente a Sulmona potrebbe avere un ruolo strategico.
TEMPI E COSTI
Ammonta a 180 milioni di euro l’investimento che Snam è pronta a fare per l’impianto di Sulmona che ha già incassato il via libera dal comitato per la Valutazione di impatto ambientale nel 2018. Per premere l’acceleratore, e passare quanto prima alla fase realizzativa, Snam ha annunciato di voler investire complessivamente due miliardi di euro. Il progetto, che doveva essere completato nel 2032, una data questa slittata poi al 2030, sarà invece portato a termine prima, ovvero nel 2027.
I DUBBI DEL COMUNE
Fin dal suo insediamento il primo cittadino di Sulmona, Gianfranco Di Piero, ha espresso perplessità sulla realizzazione della centrale di compressione del gas di Sulmona. La sua posizione è stata ribadita anche in sede di conferenza dei servizi dove ha posto dei quesiti ai quali, però, non è stata data risposta. «Questa accelerazione suscita in noi non poche perplessità», ha evidenziato Di Piero, «e non soltanto perché il Comune ha sempre espresso contrarietà all’opera, ma perché da più parti si va affermando che la sua realizzazione è cosa ormai urgente e che bisogna rimediare alla mancanza dell’approvvigionamento di gas russo. Ma poi questo problema immediato viene superato perché si parla di realizzazione entro il 2027. A mio avviso se il problema c’è oggi ed occorre una risposta in tempi brevi. Fino al 2027 come si farà?». Secondo Di Piero, inoltre, il progetto che la Snam vorrebbe realizzare a Sulmona va a scontrarsi con quelli che sono gli accordi europei sui gas fossili. «L’intesa europea è chiara», ha continuato Di Piero, «entro il 2030 va ridotta la dipendenza da gas fossili ed entro il 2050 va del tutto annullata. Come ci si pone davanti a questa situazione? Se l’opera diventa strategica per l'Italia allora bisogna che qualcuno ci spieghi come potrà essere compatibile con la scelta europea di dimezzare i gas fossili». Di Piero si è quindi rivolto a Snam e ha chiesto ulteriori chiarimenti in merito alla questione. «Quando abbiamo chiesto in sede di conferenza di servizi l’effettiva urgenza di quest’opera tutti hanno glissato», ha concluso il primo cittadino di Sulmona, «a noi sembra che, dati alla mano, la rete metanifera italiana sia adeguata anche se ora ci si dice che serve il gas per le imprese del Nord. Ma da qui alla realizzazione della centrale che risposte daremo alle imprese del Nord? Snam ci deve spiegare se la rete metanifera nazionale è ben dimensionata. Il Governo, inoltre, aveva approntato un piano di approvvigionamento straordinario e allora perché adesso la realizzazione della centrale di Sulmona diventa urgente?».
LA REGIONE
Attenderanno le mosse del nuovo Governo e poi cercheranno di capire come muoversi. Questa la posizione della Regione. «Stiamo aspettando la nascita del nuovo Governo e di capire le sue intenzioni», ha evidenziato l'assessore regionale all’Energia, Nicola Campitelli. «Se questo intervento dovesse andare in Consiglio dei ministri significa che il parere della Regione è superfluo e superato in quanto l’opera risulterebbe di interesse nazionale o internazionale. Vediamo prima cosa decide il Governo».
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